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RAGUSA - 24/06/2009
Attualità - La riunione capitolina ha portato risultati positivi

Roma: ok a 3 corsi universitari a Ragusa, Modica ingestibile

Niente da fare per la città della contea. Il consiglio provinciale ha intanto approvato un ordine del giorno in difesa dell’università

Le sorti dei corsi di laurea a Ragusa si decidono martedì prossimo a Roma. In quella sede infatti il rettore dell’università di Catania Antonio Recca, il presidente del consorzio universitario Gianni Mauro ed i tecnici del ministero fisseranno i termini organizzativi ed economici per la riapertura delle iscrizioni al primo anno dei corsi di Agraria, Lingue e Giurisprudenza per i quali si è aperto uno spiraglio nel primo incontro romano.

Oggi intanto il Cda del consorzio, sotto la presidenza di Gianni Battaglia, ha deliberato di non costituirsi in giudizio davanti al Tar nel procedimento annunciato contro l’università di Catania per la decisione, ritenuta unilaterale, di chiudere i quattro corsi universitari nel capoluogo ibleo. Un segnale distensivo che dovrebbe indurre il rettore Recca a più miti consigli. Recca ha convocato intanto il senato accademico per venerdì per discutere della possibilità di riaprire le iscrizioni a Ragusa anche sulla base dei pareri forniti dai tecnici del ministero. Poi martedì incontro a Roma per quello che si preannuncia l’appuntamento decisivo per il futuro dell’università a Ragusa.

Si registrano comunque segnali di apertura del ministero per i corsi di laurea di Ragusa. Per tre su quattro, Agraria, Lingue e Giurisprudenza, la segreteria tecnica del ministro Gelmini, ha dato il suo parere positivo perché sin dal prossimo anno accademico si aprano le iscrizioni al primo anno. Ora tocca al senato accademico tradurre nei fatti questa disponibilità del ministero visto che i tempi sono molto ristretti.

L’incontro tenutosi nella sede di viale Trastevere tra il rettore dell’università di Catania Antonio Recca, i tecnici giuridici ed economici del ministro ed il presidente del consorzio universitario Giovanni Mauro lascia dunque ben sperare anche se non è detta ancora l’ultima parola visto che il senato accademico dovrà riformulare la sua proposta al consorzio sia in termini organizzativi sia in termini economici.

Il presidente Giovanni Mauro si è dichiarato moderatamente ottimista ed ha convocato una riunione del consiglio di amministrazione per verificare i margini di manovra e tenere sotto controllo la situazione. E’ certo comunque che medicina sarà chiusa perché troppo onerosa per il territorio mentre per le altre tre facoltà ci sono margini di manovra. La notizia dell’incontro romano si è diffusa ieri sera nel corso della seduta del consiglio provinciale ed ha fatto parlare di vittoria, seppur parziale, del territorio ibleo.

L’attenzione del consiglio resta comunque alta tanto che è stata promossa una raccolta di firme per manifestare all’università di Catania la volontà del territorio di mantenere i corsi. La vertenza università dunque si riapre e bisognerà attendere ora le decisioni del senato accademico alla luce dell’apertura del ministero che non ha opposto veti di sorta ma solo di compatibilità economiche.

E´ CONFERMATO: A MODICA CHIUDONO I 2 CORSI UNIVERSITARI
Niente da fare invece per i corsi universitari a Modica: scienze del governo e dell´amministrazione ed economia aziendale saranno chiusi. "Modica è ingestibile - ha detto il rettore dell´università di Catania Antonio Recca - e la migliore cosa è chiudere i corsi. Cercheremo di fare il possibile per gli studenti iscritti, ma - conclude il rettore dell´ateneo catanese - è escluso che possiamo mantenere in vita i due corsi".

ORDINE DEL GIORNO IN DIFESA DELL´UNIVERSITA´ APPROVATO DAL CONSIGLIO PROVINCIALE
La seduta ispettiva di ieri del Consiglio provinciale è stata caratterizzata dall’approvazione all’unanimità dei presenti (18) dell’ordine del giorno per mantenere i corsi universitari in Provincia di Ragusa. In aula il presidente Antoci ha riferito dell’incontro che la delegazione del Consorzio universitario ha avuto con il Ministro dell’Università Mariastella Gelmini, informando il consiglio della buona novella del mantenimento dei corsi.

Il presidente Antoci si è dichiarato moderatamente soddisfatto, sempre se dovessero essere confermate le prime notizie circa il ripristino di tre corsi di laurea a Ragusa. È stato comunque approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato, attraverso il quale «il Consiglio provinciale esprime forte dissenso alla decisione del Senato Accademico e fa voti al Rettore e agli Organi accademici dell’Università di Catania di rivedere le proprie determinazioni nell’intereresse pubblico dell’intera comunità iblea».

LE ULTIME INDICAZIONI DEL MAGNIFICO RETTORE
Chiusura per Ragusa e tutoraggio per Modica. Il rettore di Catania, Antonio Recca, ammorbidisce le sue posizioni e concede il tutoraggio agli studenti del terzo anno di scienze del governo e di economia, entrambi a Modica. Restano chiusi i nuovi corsi sia a Ragusa sia a Catania.

Nessuna novità anche per Caltanissetta e Siracusa. La giornata di protesta degli studenti, appena un centinaio, si conclude in modo salomonico perché la vertenza delle facoltà di Ragusa non fa un passo avanti e Modica deve accontentarsi del minimo, che era peraltro quanto gli studenti chiedevano. Tutoraggio vuole dire che alcuni docenti delle principali materie del corso di laurea impartiranno delle lezioni nelle sede di Modica alta e gli studenti potranno non recarsi a Catania per gli esami.

Diego Mandolfo e Leonardo Aurnia, consiglieri comunali, hanno accompagnato i passi degli studenti universitari a Catania, e si dicono contenti del risultato ma il colloquio con il rettore è l’ulteriore conferma che Recca non torna indietro a meno che domani Maria Stella Gelmini non l’autorizzi a derogare dal piano anti decentramento avviato dal governo Berlusconi.

Quel che resta della vertenza università è rimandato al ricordo al Tar del consorzio universitario, ai contatti con altre università per l’apertura di nuovi corsi. Confermati infatti i contatti con Scienze Politiche dell’università di Messina ma nulla di più, il ridimensionamento è nei fatti e quel che era la dimensione università a Ragusa non sarà più come prima.