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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 524
RAGUSA - 09/06/2009
Attualità - Ragusa: la chiusura dei corsi universitari definita "furto con destrezza"

Caos università: consiglio provinciale aperto a Catania

Monta la protesta degli studenti, ma la decisione del rettore dell’università di Catania Recca appare irrevocabile

L’università di Catania abbandona la provincia di Ragusa. Il senato accademico ed il consiglio di amministrazione dell’ateneo catanese hanno formalizzato quanto si temeva da qualche settimana. Dal prossimo anno chiudono Lingue, Medicina, Giurisprudenza ed Agraria anche se gli studenti dal secondo anno in poi potranno continuare a Ragusa.

La conferenza dei capigruppo consiliari, su proposta del presidente del Consiglio Provinciale Giovanni Occhipinti, ha deciso di convocare il consiglio provinciale in seduta aperta e pubblica a Catania in piazza Università per giovedì 11 giugno alle ore 17 per protestare contro la decisione del Senato Accademico dell’Università di Catania e volta alla la cancellazione dei corsi universitari nella sede distaccata di Ragusa.

Nella protesta verranno coinvolti anche i consigli dei 12 comuni iblei, nonché i parlamentari iblei e i rappresentanti delle associazioni datoriali e sindacali.

«L’Università è un patrimonio di tutto il territorio ibleo – afferma il presidente Occhipinti – che non possiamo disperdere. Non indietreggeremo di un attimo sino a quando il Rettore dell’Università di Catania non riproporrà i corsi universitari di Ragusa per il prossimo anno accademico».

Intanto il presidente del consorzio universitario ibleo Giovanni Mauro, che ha annunciato azioni legali contro ciò che ha definito "un furto con destrezza" per la provincia iblea, è a Roma per tentare il tutto per tutto nelle opportune sedi.

SI MOBILITA ANCHE IL CONSIGLIO COMUNALE DI RAGUSA
La conferenza dei capigruppo consiliari convocata dal Presidente del Consiglio Comunale Titì La Rosa, oltre che a trattare gli argomenti posti all´ordine del giorno, alla luce del paventato taglio dei corsi di laurea a Ragusa ha ritenuto opportuno chiedere un incontro con Consiglio di Amministrazione del Consorzio Universitario, incontro fissato per giovedì.

L´argomento è stato inoltre inserito per decisione della conferenza dei capigruppo, all´ordine del giorno delle prossime sedute del consiglio comunale convocato per il 17 e 18 giugno prossimi.

«Se dagli incontri richiesti non dovessero venire fuori soluzioni al problema – dichiara il presidente del Consiglio Comunale La Rosa - i capigruppo hanno deciso di avviare eclatanti azioni di protesta».

IL SINDACO DI RAGUSA DIPASQUALE: "QUELLO DEL RETTORE E´ UN ATTO VERGOGNOSO"
«La cancellazione dei primi anni relativamente ai corsi di laurea universitari della nostra città decisa dall´Ateneo di Catania, è un atto vergognoso ed inqualificabile». Sono queste le prime parole di commento del Sindaco Nello Dipasquale alla notizia della pubblicazione del manifesto degli studi dell´anno accademico 2009/2010 che ha previsto dal prossimo anno accademico il non avvio a Ragusa dei primi anni dei corsi di laurea di Agraria, Giurisprudenza, Lingue e letterature straniere, Medicina e Chirurgia.

«I corsi di laurea di Ragusa non si toccano e vanno mantenuti - aggiunge ancora il primo cittadino - in quanto da diversi anni il Comune di Ragusa, le diverse amministrazioni che si sono succedute nel tempo, compresa quella da me guidata, hanno impegnato e speso ingenti risorse finanziarie per ristrutturare immobili prestigiosi ubicati nel centro storico di Ragusa ed Ibla che oggi ospitano le sedi dei diversi corsi di laurea».

«Il Consorzio Universitario del quale il Comune di Ragusa fa parte - continua ancora il Sindaco Dipasquale - si è adoperato per mettere nelle condizioni l´Università Iblea di operare nel migliore dei modi; abbiamo in questi ultimi anni posto anche le premesse per il potenziamento ed il rilancio dei corsi di laurea nell´area iblea; stiamo lavorando per realizzare nel Palazzo Castillet degli alloggi per studenti, per avviare la scuola di diagnostica e restauro dei monumenti presso Palazzo Cosentini e sono in atto al piano terra dell´ex Distretto Militare i lavori del terzo stralcio».

«Il nostro impegno i nostri sforzi per dare agli studenti che hanno scelto e sceglieranno Ragusa per i loro studi universitari – dichiara ancora il primo cittadino - non possono non essere considerati e valutati; intendiamo quindi rivendicare il nostro diritto di mantenere a Ragusa tutti i corsi di laurea avviati».

«Anche l´Università di Catania – conclude il Sindaco Dipasquale - deve fare uno sforzo per mantenere l´Università a Ragusa e non si può limitare a fare calcoli ragionieristici; mi rendo conto che agli enti locali, tra le tante cose, si chiede di occuparsi e preoccuparsi del diritto allo studio. Rimaniamo a disposizione del Presidente del Consorzio Universitario e dell´intero consiglio di amministrazione per qualsiasi azione che si vorrà intraprendere nei confronti dell´Ateneo di Catania».

LA PREOCCUPAZIONE DEI GIOVANI DEMOCRATICI
Sulla chiusura dell’università i Giovani Democratici esprimono seria preoccupazione. «Avevamo da tempo sollecitato una sinergia istituzionale, ma evidentemente – dichiara Gianni Scala, segretario dei Giovani Democratici – chi è chiamato a gestirne la regia non è stato in grado di farlo. Ancora una volta nessuno comprende bene lo stato di disagio che centinaia di studenti e le loro famiglie stanno vivendo per il clima di assoluta incertezza e la troppa disinformazione. L’università in provincia è una risorsa fondamentale che non possiamo perdere in nessun modo, ma bisogna cambiare rotta.

Non c’è tempo da perdere, data la gravità della situazione, ed è giunto il momento di convocare un tavolo aperto ai rappresentanti istituzionali, alle forze politiche, sindacali, sociali e alle associazioni studentesche e giovanili, come è stato opportunamente prospettato. Condividiamo in pieno lo stato di agitazione e la protesta intrapresa dagli studenti, quindi chiederemo che le nostre istanze vengano accolte e portate avanti attraverso organismi finalmente più rappresentativi di quelli attuali. Sono gli studenti i nostri interlocutori privilegiati e le vittime annunciate di questa vicenda e a questi vanno date risposte certe in tempi brevi».

ALLEANZA POPOLARE: "UN ATTENTATO AL DIRITTO ALLO STUDIO"
Secondo il componente della Consulta comunale di Alleanza Popolare, Davide Occhipinti «le condizioni economiche di tante famiglie, oggi non consentono di iscrivere i figli all’Università se questi ultimi devono poi emigrare anche nella vicina Catania. Un attentato al diritto allo studio. Le generazioni giovani di questa provincia hanno tutto il diritto di pretendere il mantenimento dei corsi ed anche la fruizione di risorse che non possono solo essere utilizzate per dare linfa a Catania a danno delle generazioni iblee. L’Università di Catania fa statistica nazionale anche con i numeri di Ragusa»

Nel dibattito interviene anche il presidente di Alleanza popolare Filippo Frasca che afferma: «Il problema è grave e solo la mobilitazione popolare ed un maxi corteo di decine di migliaia di persone a cui dovrà seguire un presidio fisso, può dare un segnale, non solo al rettore di Catania, ma anche al Governo centrale che non può consentire di far consumare un vero e proprio attentato alla cultura ai danni del nostro territorio». Disponibile ad ogni iniziativa e pronti alla mobilitazione si sono detti favorevoli il presidente della prima commissione Affari generali del Comune di Scicli, Maurizio Arrabito ed il consigliere di circoscrizione Daniele Barrano. Alleanza Popolare auspica che tutte le famiglie siano pronte alla mobilitazione a difesa della crescita di un’intera provincia.

LA PROTESTA DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI DI MODICA
Modica ha accumulato ben sette milioni di debito con Catania e la sorte dei due corsi era già da tempo segnata. Quello che gli studenti non si attendevano invece è che , a differenza di Ragusa, dal prossimo anno al S. Martino tutta l’attività si fermerà perché anche gli iscritti al secondo e terzo anno dovranno andare a Catania. Gli studenti tuttavia non si rassegnano. Il sindaco Antonello Buscema arranca e tenta invano di mettersi in contatto con il rettore per salvare il salvabile; la transazione auspicata dal sindaco e il pagamento del debito restante con la vendita di alcuni immobili comunali sono destinate a naufragare pur se gli studenti tengono duro; loro hanno regolarmente pagato le tasse per seguire le lezioni e dare gli esami a Modica.

Trasferirsi a Catania si tradurrebbe in un pesante aggravio di spese, senza contare che parecchi studenti universitari non possono muoversi perché sono anche lavoratori e padri di famiglia. Nel corso dell’assemblea aperta di ieri nei locali dell’ex ospedale San Martino a Modica Alta si è paventata anche l’occupazione a tempo indeterminato dei locali e del comune stesso. Ogni decisione è stata comunque rinviata a giovedì. Gli studenti intendono difatti far sentire la loro voce nella seduta del consiglio comunale convocata per domani sera, chiedendo fin da ora una seduta aperta della civica assise, per fare fronte comune ed indurre magari il rettore dell’ateneo catanese a tornare sui suoi passi.

Nel frattempo due consiglieri comunali, Diego Mandolfo di Mpa e Giorgio Zaccaria del Pd, si sono fatti promotori di un’interrogazione urgente rivolta proprio al presidente del consiglio comunale Paolo Garofalo, affinché vengano sostenute le esigenze degli studenti.