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RAGUSA - 28/05/2009
Attualità - Ragusa: prima giornata di lavoro del Cda del Consorzio ibleo

Mauro al rettore : "Noi paghiamo, voi avviate i corsi"

Prima missione catanese del Cda. Trovata un’intesa per potenziare l’Università di Ragusa. La soddisfazione del deputato Nino Minardo
Foto CorrierediRagusa.it

Il neo presidente del Consorzio ibleo Giovanni Mauro(nella foto) non ha perso tempo. Il giorno dopo l´elezione s´è recato a Catania a colloquio con il rettore dell´Ateneo catanese Antonino Recca. Non da solo ma con gli altri componenti il Cda Gianni Battaglia, Sebastiano Gurrieri, il direttore amministrativo Gustavo Dejak. Oggetto dell´incontro: come salvare i corsi di laurea e la sede di Ragusa.

A fine incontro Mauro comunica buone notizie. Ma prima i responsabili del Consorzio ibleo hanno dovuto garantire il massimo impegno "a procedere al pagamento di quanto spettante all´Università di Catania entro domenica 31 maggio". Una corsa contro il tempo pe fornire idonea garanzia che i pagamenti vengano corrisposti a breve termine al fine di permettere l´attivazione per l´anno 2009-2010 dei primi anni dei corsi di laurea che Catania svolge a Ragusa.

E c´è di più: sono state avviate le prime intese per rinegoziare i rapporti fra Università di Catania e Consorzio ibleo circa la stipula di nuove convenzioni che consentano di aprire corsi di studio rispondenti agli standard di qualità indicati dal governo nazionale. Catania, nel rispetto di questi accordi, garantrà il trasferimento al Consorzio dei contributi versari dagli studenti iscritti presso i corsi ragusani.

Puntuale anche la presa di posizione del deputato nazionale Nino Minardo. Nell´esprimere tutta la soddisfazioine per l´elezione di Mauro, Minardo
si mette "completamente a disposizione per concordare interventi in campo nazionale e per sensibilizzare il ministro Gelmini sull’importanza che l’Università di Ragusa rappresenta per il nostro territorio. Apprendo che già questa mattina il presidente Giovanni Mauro ha avuto un incontro con il Magnifico Rettore dell’Università di Catania in cui sono stati individuati gli interventi necessari per scongiurare il rischio di chiusura di alcuni corsi di laurea e pianificare ulteriori percorsi per un concreto rilancio di questa importante istituzione».


L´ELEZIONE DI GIOVANNI MAURO A PRESIDENTE DEL CONSORZIO UNIVERSITARIO IBLEO

Giovanni Mauro è il nuovo presidente del Consorzio universitario ibleo. E’ stato eletto all´unanimità giovedì nel corso dell’ultima riunione del Consiglio di amministrazione convocata dal vice
Gianni Battaglia. Mauro, ex presidente della Provincia e deputato nazionale di Forza Italia, succede a Giuseppe Drago, esponente politico di spicco dell’Udc, che si era dimesso subito dopo la sentenza della Cassazione per la nota vicenda giudiziaria.

Il nuovo Cda del Consorzio, eccetto Giuseppe Drago, rimane identico al precedente. Il presidente della Provincia Antoci, espressione politica dell´Udc, non ha delegato nessuno occupando personalmente il posto spettante all´ente locale. E´ formato da 7 componenti: Giovanni Mauro (presidente), Gianni Battaglia (vice), Franco Antoci, Saverio La Grua, Sebastiano Gurrieri, Innocenzo Leontini e Carmelo Arezzo (Camera di Commercio)consiglieri.

L’elezione di Mauro giunge in un momento molto delicato per il Consorzio universitario, che corre il pericolo di sopravvivenza per i prossimi anni. Con questa nomina Giovanni Mauro si rimette al centro della vita pubblica, dalla quale mancava da un anno, ed ha l’occasione per rilanciare l’organismo universitario che può essere un’occasione di grande sviluppo economico, oltre che culturale, per la provinciale iblea.

Mauro è già al lavoro. "Il primo adempimento? Risolvere il problema con l´università di Catania- dice- che sta promuovendo tutti gli atti per chiudere i nostri corsi di laurea del primo anno. Questa è l´emergenza, e se non trovo le risposte giuste con il rettore Recca mi rivolgerò direttamente al ministro Maria Stella Gelmini. L´università è un patrimonio acquisito con i denti nel 1994 e non sarà il rettore pro tempore di Catania a chiuderla".