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RAGUSA - 25/05/2009
Attualità - Ragusa: l’incredibile episodio al liceo scientifico "Fermi"

Alunni vestono pinocchietti, preside: "Non entrate a scuola"

Uno dei 2 studenti ha reagito pronunciando la frase "Patri, figghiu e spiritu santu!", che gli è costata anche la nota sul registro

Sei vestito con pinocchietti e sandali? Non entri a scuola. Nella stranezza dell’evoluzione dei costumi, degli usi e dei... divieti, vanno out gli strani, ma simpatici calzoncini che si allungano sin oltre il ginocchio. Pinocchietti interdetti ai maschietti, le cui caviglie, evidentemente, appaiono poco... decorose, specie se si calzano poi anche dei sandali per completare l´opera.

È quanto accaduto al liceo scientifico «Fermi», dove il preside Gaetano Lo Monaco ha proibito l’ingresso in istituto, venerdì mattino, a due studenti, «rei» di essersi presentati in t-shirt, pinocchietti e sandali.

Nell’epoca in cui teen agers, ma anche più leggiadre, formose e sbarazzine signore e signorinelle, si presentano a scuola o al lavoro con minigonne o décolleté mozzafiato, o peggio, con jeans a vita bassa (talora davvero... indecenti) è toccato all’innocente «pinocchietto» essere... censurato.

S. G., 16 anni, studente del secondo anno del «Fermi», è rimasto talmente sorpreso dal diktat del preside Lo Monaco, che, sulle scale d’ingresso, lo invitava a far ritorno a casa per il cambio del calzone, da lasciarsi andare ad una classica esclamazione sicula: «Patri, figghiu e spiritu santu!».

Un’«imprecazione» che gli è costata anche la nota sul registro, perché ritenuta evidentemente irridente dal dirigente scolastico. Un altro studente, invece, più prudentemente, ha atteso la madre sull’uscio della scuola per l’«avvicendamento» del pantalone.

«Mi sono inviperito – spiega il papà di S. – non perché il preside vieti un certo vestiario. Premetto che mio figlio non fa uso di piercing, non veste jeans sgualciti o trasandati e sconosce persino i tatuaggi. Certo, non va a scuola, che frequenta peraltro con discreto profitto, con la giacca da collegiale e la regimental, ma neanche vestito da... straccione. Mi ha infastidito l’imperativo del dirigente che, senza un «divieto» preventivo dei pinocchietti, su cui si può anche discutere, ha rimandato a casa, in assenza dei genitori, un ragazzino di 16 anni.

La scuola ha la mia email, il numero del mio telefonino. Invece, niente! E se fosse successo qualcosa durante il tragitto? Il preside si è assunto una pesante responsabilità. Senza contare che il ragazzino non ha potuto svolgere il compito di latino in maniera confacente, poiché gli è stata sottratta un’ora per eseguire la versione. È questa la scuola che educa e forma i giovani? Giro l’interrogativo alla gente, ma soprattutto alle autorità scolastiche».

I pinocchietti sono, comunque, ritenuti «ufficialmente» indecorosi al Liceo scientifico. Lo ha ribadito ieri la vice preside della scuola alla mamma di S. Ed in uno ai pinocchietti, non sono ritenuti «conformi» neanchi i sandali. Orbene si, proprio i sandali di «francescana» memoria adesso sono indecorosi!