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RAGUSA - 14/09/2007
Attualità - Federalberghi dice no ai pali

Per il Parco eolico soffia
vento di tempesta

L’organismo si associa al parere negativo
della Soprintendenza
Foto Corrierediragusa.it

Il parco eolico non s’ha da fare. Federalbeghi è categorica. In questi giorni caratterizzati da un’attenzione a tratti spasmodica verso la controversa vicenda delle trivellazioni nel Val di Noto, l’organizzazione di categoria scoperchia un’altra polemica mai sopita: quella dell’installazione, sull’altopiano dei Monti Iblei, di impianti eolici con piloni ed autogeneratori alti complessivamente circa 120 metri, nell’ambito del progetto «Quattro città e un parco per vivere gli iblei» presentato dalla Società Eolica per la Sicilia (Ses).

Un progetto che, come noto, è stato bloccato dal parere contrario della Soprintendenza ai beni culturali di Ragusa, perché «l´altipiano ibleo è un territorio suggestivo, considerato bene culturale ad alta valenza naturalistica, inserito nel Piano integrato territoriale ".

Le amministrazioni coinvolte, vale a dire la Provincia e i comuni di Ragusa, Monterosso, Chiaramonte e Giarratana, avevano individuato nel territorio montano un sistema integrato con forti potenzialità di sviluppo economico e culturale. I tavolati calcarei e le vallate del fiume Irminio e quelle dei suoi affluenti, rappresentano difatti un contesto naturalistico di straordinaria integrità e bellezza (Il Parco degli Iblei, per l’appunto) che, secondo Federalberghi, non si può e non si deve alterare con l’installazione dei pali eolici. Anche le associazioni naturaliste avevano votato pollice verso, con l’allusivo ma convincente claim del «non fateci girare le? pale».

L’iter comincia qualche anno fa quando lo Stato, attraverso il Ministero delle infrastrutture, inserì il comune di Ragusa tra le 20 città italiane incluse nel Programma d´Interesse Comunitario (PIC), assegnando al comune ibleo, per lo sviluppo del programma, una risorsa finanziaria quasi 303mila euro per avviare la sperimentazione e lo sviluppo di sistemi di qualità integrati del territorio e delle attività che lo connotano, a partire dall´elevata qualità naturalistica e dalle produzioni agricole ad esso collegate.

Una parte del progetto ingloba veri e propri nuclei urbani: le contrade Conservatore e Tre Casuzze, per le quali sono stati già approvati piani di recupero da parte del Comune. Contrada Bettafilava rientra invece nella localizzazione dell´area commerciale. I terreni dell´altipiano hanno una destinazione produttiva legata alla zootecnia. Si utilizzano per il pascolo, vi si producono grano e foraggere.

Alla luce di tutto questo, le istituzioni hanno risposto picche al progetto eolico della Ses. Oltre alla Soprintendenza, parere negativo era giunto dalla commissione edilizia del comune di Ragusa, mentre la giunta comunale aveva ritenuto incompatibile la realizzazione del mega impianto con l´assetto del territorio e le scelte di programmazione per il suo sviluppo economico, puntando proprio sull´ intrinseca vocazione produttiva, turistica e culturale.

Un´interrogazione era stata qualche giorno fa presentata dal consigliere provinciale di Italia dei Valori, Giovanni Iacono, sull’istituzione del Parco degli Iblei. In queste ore l’assessore provinciale al territorio ed ambiente Salvo Mallia ha dichiarato "di favorire la sinergia sulla vicenda, con un forte spirito di collaborazione. Verificherò e valuterò - dice Mallia - il possibile rapporto tra il Parco e le riserve naturali di cui la Provincia ha la gestione, nonché le aree S.I.C. e le altre riserve in via di istituzione (Cava Randello, Isola dei Porri, Riserva Naturale dei Pantani della Sicilia Sud-Orientale), per verificare la fattibilità della costituzione di un parco degli iblei ed offrire al territorio un’altra risorsa dall’inestimabile valore ambientale e turistico".

Intanto la Ses ha avviato da tempo un processo di sottrazione, rinunciando ai 34 piloni immediatamente visibili dal centro storico barocco di Ragusa, patrimonio dell´ umanità, come sancito dall’Unesco. In questi ultimi mesi la Ses ha accantonato altre tre torri, spostandone una quarta in un’area ancora più decentrata, comunicando al contempo la propria disponibilità a ridurre l´insediamento industriale a 25 aerogeneratori, ubicati sostanzialmente lungo l´asse di Cava dei modicani. Ma la proposta di riduzione non annulla il sovradimensionamento dell´impianto rispetto alla compatibilità del territorio.

L´ amministrazione comunale ha più volte ribadito che la comunità iblea è pronta a farsi carico di una quota di energia eolica, ma in un contesto equilibrato di sinergia con altre fonti di energia rinnovabile (solare, biomassa, idroelettrico), e comunque entro un sistema di regole che la Regione deve predisporre attraverso il piano territoriale regionale per gli impianti eolici.