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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 589
RAGUSA - 08/05/2009
Attualità - Ragusa: l’Ausl 7 rassicura, non ci sono rischi. Ma una leggera psicosi permane

Ragusa e il virus porcino: così lontano, eppure così vicino...

La carne di maiale si può consumare regolarmente e, quindi, non c’è nessun pericolo di contagio. Ma per i macellai iblei sono tempi duri

«Il virus influenzale A/H1N1, noto col nome di febbre suina, non è da paragonare ad altri precedenti, come quello dell’influenza aviaria o la Sars, che erano molto più pericolosi. Inoltre, c’è da chiarire che la carne di maiale si può consumare regolarmente e, quindi, non c’è nessun pericolo di contagio».

Parola di Antonio Davì, direttore dell’Unità operativa malattie infettive dell’ospedale «Maggiore» di Modica. Un chiarimento che il medico della struttura sanitaria ha tenuto a sottolineare per scongiurare il diffondersi di un altro «virus»: quello della psicosi. Purtroppo contro quest’ultima «pandemia» il vaccino dell’informazione non ha avuto un grande effetto. E a farne le spese sono stati anche i macellai di Ragusa, che lamentano un calo, sia pur lieve, delle vendite di carne suina. «Non c’è stato un vero e proprio crollo della domanda, ma l’effetto della psicosi si fa sentire – lamenta un macellaio del capoluogo ibleo –. Abbiamo provato a tranquillizzare i cittadini, facendo leva anche sulla provenienza locale della carne di maiale e degli insaccati, eppure non pochi clienti hanno dirottato i loro acquisti su carni bianche e carni bovine».

Stesso discorso per un’altra macelleria ragusana: «La psicosi c’è e si fa sentire – dice il titolare –, la vendita di carne suina non ha subito una vera e propria battuta d’arresto ma un forte calo sì. Non credo sia un problema di informazione. In questi casi molta gente ascolta solo la voce della paura, anche se immotivata».

Intanto il direttore Antonio Davì rassicura: «I cittadini possono stare tranquilli. La nostra carne di maiale non presenta alcun rischio, si può consumare regolarmente. Nel corso dei mesi si produrrà un vaccino che permetterà di avviare una vasta campagna di vaccinazione per la popolazione».

Anche l’Auls 7 di Ragusa, attraverso una nota a mezzo stampa, ribadisce la necessità di non creare falsi allarmismi: «La virulenza di questo nuovo virus influenzale (A/H1N1) è sicuramente minore rispetto ai comuni virus influenzali che si presentano annualmente nel periodo invernale-primaverile. Per il diffondersi di casi anche in altri Stati (per lo più casi sporadici come in Italia, con quattro casi accertati fino ad oggi), l’Oms, in via prudenziale, ha determinato una fase 5 pre pandemia con l’attivazione di controlli e norme precauzionali».

Corre l’obbligo di sottolineare, prosegue l’Ausl 7 nella nota, che sono stati individuati «dei criteri epidemiologici (cioè provenienza da Paesi esteri sospetti), criteri clinici (come febbre, tosse, cefalea, mal di gola, che sono comuni, comunque, alla solita influenza stagionale) e criteri di laboratorio (isolamento del virus in coltura e ricerca del virus A/H1N1 nel sangue con metodica RT-PCR). Vanno precisate, inoltre, alcune misure igieniche, che sono: lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con detergenti a base di alcol; evitare luoghi affollati e coprirsi la bocca e il naso quando si starnutisce; eliminare subito dopo l’uso il fazzoletto utilizzato».

L’eventuale caso sospetto andrà notificato subito, con una scheda apposita, al Servizio di epidemiologia. «La cosa migliore – conclude l’Auls 7 nella nota – è rimanere in isolamento al proprio domicilio per almeno 7-10 giorni e ricorrere all’isolamento ospedaliero solo in caso di malattia molto grave. Il ricorso agli antivirali come Zanamivir e Oseltamivir, che hanno in ogni caso una parziale efficacia, va lasciato ai medici che decideranno l’eventuale necessità».