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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 767
RAGUSA - 05/05/2009
Attualità - Ragusa: Alleanza Siciliana scopre gli altarini a chi viola il Regolamento

Nicosia invoca rigore o ricorrerà alla Corte dei Conti

Secondo il consigliere provinciale i componenti supplenti non hanno diritto alla giustificazione che gli consente il permesso retribuito
Foto CorrierediRagusa.it

In Parlamento ci soni i «pianisti» che votano gli atti parlamentari in nome e per conto dei deputati assenteisti; in Consiglio provinciale esistono i componenti supplenti dipendenti di enti pubblici che partecipano ai lavori delle Commissioni consiliari, non hanno diritto a percepire gettone ma si beccano la giustificazione per beneficiare dell’assenza retribuita dal posto di lavoro.

A scoperchiare la pentola del malvezzo, il consigliere provinciale di Alleanza siciliana Ignazio Nicosia (nella foto), in questo caso nella veste del Brunetta-moralizzatore di consiglieri provinciali ragusani nel doppio veste di dipendenti pubblici. Cita «l’articolo 3, comma 3 del Regolamento delle Commissioni consiliari» e minaccia di denunciare tutti al Dipartimento Funzione pubblica, all’assessorato regionale agli Enti locali e alla Procura generale della Corte dei Conti di Palermo. «Maggiore rigore- scrive Nicosia- o segnalo tutto alle autorità competenti per possibili violazioni all’articolo 3».

Una rogna per i «furbetti» del permesso facile che s’assentano dal posto di lavoro ma che vengono giustificati e regolarmente retribuiti senza averne diritto. Il Regolamento, sostiene Nicosia, dice che tutti i consiglieri provinciali non componenti la commissione possono apportare il loro contributo ai lavori senza diritto di voto, al gettone di presenza e neanche della giustificazione per l’assenza dal posto di lavoro.

«Secondo una tacita prassi- rincara il consigliere vittoriese- le giustificazioni per l’assenza dal posto di lavoro (concesse soprattutto a quei consiglieri che sono anche dipendenti) vengono rilasciate anche a coloro che non ne hanno diritto, ovvero a tutti quei consiglieri che, pur partecipando al lavoro delle Commissioni, non ne sono membri effettivi».

Una denuncia forte che mira a «moralizzare» i suoi colleghi di consiglio che beneficiano di questa «tacita prassi». Prima di interessare la Magistratura contabile, Ignazio Nicosia ha chiesto ai vertici politici e amministrativi della Provincia di Ragusa «di richiamare ad un rigoroso rispetto delle norme e dei regolamenti i segretari delle Commissioni consiliari e di procedere, contestualmente ad una verifica (relativamente al biennio 2008/2009) delle giustificazioni rilasciate per poi segnalare le eventuali discrasie agli enti e/o uffici interessati così da consentire quei recuperi in assenza dei quali potrebbero scattare sanzioni di tipo penale e/o amministrativo».