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RAGUSA - 28/04/2009
Attualità - Ragusa: la proposta del consigliere comunale Filippo Frasca

Luce solare per "illuminare" la memoria dei morti

"Bisogna ricorrere all’energia fotovoltaica per far funzionare le lampade votive nei cimiteri di Ragusa e di Marina"

La luce del sole per "illuminare" la memoria dei morti. Ma anche per consentire al Comune di fare... cassa ed ai parenti dei cari defunti di risparmiare sulle bollette per le lampade votive.

Così la pensò, il consigliere comunale di Alleanza popolare, Filippo Frasca, che di mestiere fa il poliziotto, ma che ora si è scoperto novello "energy manager". E se i suoi conti sono giusti (e non vediamo motivo per dubitarne) bene farebbe l´amministrazione ad... assecondarlo!

Per Frasca, infatti, bisogna ricorrere all´energia fotovoltaica per far funzionare le lampade votive nei cimiteri di Ragusa e di Marina. I cittadini risparmierebbero, rispetto al passato, sul costo della bolletta ed il Comune, inoltre, si garantirebbe significativi bonus bimestrali, grazie al "conto energia", visto il surplus, proprio di energia, che si produrrebbe. Filippo Frasca suggerisce di ricorrere all´impianto fotovoltaico per l´illuminazione pubblica dei cimiteri e per alimentare le migliaia di lampade votive, anziché installare, come proposto invece di recente dalla giunta,l´illuminazione a led che imporrebbe anche nuovi e dispendiosi allacci. Mentre, con il fotovoltaico, si continuerebbe ad usare la rete già esistente.

Gli impianti, da installare sulle "colombaie" dei cimiteri di Ragusa e sulla camera mortuaria di quello di Marina costerebbero "solo" 126.500 euro, mentre per l´illuminazione a led occorrerebbero ben 794 mila euro. Un risparmio, dunque, "secco" ed immediato di ben oltre mezzo milione. Senza contare la rendita almeno venetennale del bonus energia!

Scongiurato, per Frasca, anche l´impatto ambientale, dato che i pannelli fotovoltaici, pur in "dimore" storiche come quelle cimiteriali, non sarebbero certo più sgradevoli del sistema ideato dalla giunta. Ai posteri, è davvero il caso di dirlo, l´ardua sentenza.