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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 56
RAGUSA - 24/04/2009
Attualità - Ragusa: il «tesoretto» rivenuto nello scrigno di palazzo di città

Sindaco "cirneco" e avvenente ragioniere capo "cerbero"

Il Comune fa... bingo: trovati in cassa 932 mila euro!

La crisi impera anche a Palazzo dell´Aquila e gli amministratori, per reperire risorse, non sanno più a che santo votarsi. Ma i morsi della... fame, è notorio, aguzzano l´ingegno. E così, come sovente capita, finisce che il male (appunto la crisi globale) non vien per nuocere. Il Comune di Ragusa, in effetti, si ritrova con la bellezza di 932 mila euro, più di un miliardo e 600 milioni del vecchio conio, da poter spendere.

E´ successo che l´indomito primo cittadino, Nello Dipasquale, visti i tempi di vacche magre, si è messo da tempo alla spasmodica ricerca di fondi. Il sindaco ha messo sotto torchio la nuova dirigente del settore Ragioneria e Tributi, la giovane funzionaria Cettina Pagoto, assunta appena da un paio di mesi, "intimandole" di procacciare in qualche modo altri soldi per fare, per dirla proprio con Nello Dipasquale, «di nuovo grande la città».

Detto fatto! La bionda "ragioniera capo", mossa evidentemente da baldanza giovanile e professionale, ha subito conquistato le simpatie (amministrative, ben si evince!) del primo cittadino e, nel contempo, oscurato illustri predecessori, sia tecnici che politici, rinvenendo tra le pieghe del bilancio comunale la bellezza di cotanto succitato tesoretto.

Si tratta di ben 932 mila euro, rinvenienti da economie di mutui, interessi su finanziamenti a lungo termine e somme residue da mutui medesimi, accesi ed erogati dal lontano 1971 sino al 1996, dalla Cassa depositi e prestiti, per una trentina di lavori pubblici realizzati dall´ente.

Per tanti lustri, sostanzialmente, "dimenticati" in bilancio e, quindi, non spesi. Per meglio intendere: le somme mutuate dall´ente fruttano interessi; spesso non vengono interamente spesi; altre volte si realizzano sostanziose economie; capita anche che un´opera, per la quale si accende un mutuo, venga poi realizzata con altre fonti di finanziamento. Ma sin tanto in quanto non si dà notizia alla Cassa depositi e prestiti dell´avvenuta realizzazione dell´opera finanziata, le somme residue e non utilizzate restano vincolate. E, quindi, non spese.

Proprio quello che è accaduto al Comune capoluogo e che l´arguto nuovo funzionario ha in poche settimane svelato. Meritandosi il plauso del sindaco e dell´intera città. I soldi ritrovati saranno spesi per la manutenzione delle strade e per completare il parcheggio di via Natalelli, di fronte al Tribunale.