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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 579
RAGUSA - 20/04/2009
Attualità - Ragusa: le manovre politiche per individuare il nuovo direttore generale

Lillo, Fulvio o il terzo incomodo: chi sarà il nuovo manager?

Due per un posto solo nella nuova azienda unificata. Al deputato Leontini l’ardua e difficile scelta
Foto CorrierediRagusa.it

Le manovre per la stabilizzazione della nuova sanità iblea sono cominciate. Due direttori per un’azienda sono troppi. Entrambi i manager della nostra sanità, Calogero Termini (Azienda ospedaliera) e Fulvio Manno (Ausl 7) fanno riferimento alla «stella» politica di Innocenzo Leontini, ma solo uno dei due dal 1 settembre del 2009 dovrebbe (condizionale obbligatorio) essere chiamato ad amministrare l’azienda provinciale che nascerà dalla fusione dei due distretti sanitari.

Compito non facile, per il deputato regionale del Pdl Leontini dover scegliere fra due buoni manager che hanno condotto la sanità iblea a livelli d’eccellenza invidiabili, secondo le visite ispettive che ci sono state. Più pacioso e accademico, dal punto di vista della professione sanitaria, il dott. Calogero Termini, ex primario di Pediatria al «Guzzardi» di Vittoria; più pragmatico sotto il profilo giuridico-aziendale, l’avvocato Fulvio Manno, uomo dai bioritmi elevati e dalla polemica sempre a portata di bocca e di penna.

Secondo voci di «corsia», in pole position dovrebbe esserci Termini, perché è locale e conosce bene la realtà ragusana. Ma anche Fulvio Manno, a parte l’ineffabile cadenza del palermitano «vieru», si sente ragusano a tutti gli effetti. Per essere stato commissario straordinario alla Provincia post Mauro, manager all’Ausl 7, in altre aziende «calde» della Sicilia occidentale, e per aver comprato casa nell’amabile e suggestiva Ibla.

Fra i due c’è il pericolo del terzo incomodo, un illustre guastafeste, per modo di dire, che viene da fuori all’improvviso e si siede a tavola imbandita, calpestando meriti e risultati che i due manager hanno raggiunto e costruito con enormi sacrifici. Come dice il proverbio: c’è chi zappa a vigna e chi se fotte l’uva. In questi casi, si sa, più che l’obiettivo da centrare conta il gettito e la portata del politico emergente. Rimandiamo, quindi, tutto a settembre, perché è probabile che il nuovo (o il vecchio manager riconfermato), più che dagli obiettivi raggiunti, esca fuori dallo spoglio elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo.

(Nella foto in alto da sx Fulvio Manno, Innocenzo Leontini e Calogero Termini)