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RAGUSA - 12/04/2009
Attualità - Da Modica a Scicli a Comiso tra fede, tradizione e folklore

La Pasqua negli iblei, dalla Madonna Vasa-Vasa al Gioia, alla Pace

Il tempo, non particolarmente clemente, rischia di scombussolare le festività Foto Corrierediragusa.it

Comincia con la Madonna « vasa vasa» l’appuntamento con i riti religiosi e non che si terranno a Modica per tutto il mese e che si concluderanno all’inizio di maggio. Dopo la festa più sentita dell’anno con la «vasata» di mezzogiorno in piazza municipio e la tradizionale pasquetta dei poveri del martedì dell’Itria , la festa continuerà con i festeggiamenti in onore di S. Giorgio che avranno inizio giovedì 23 e si concluderanno con la festa del patrono domenica 26 per poi lasciare il campo alla quattro giorni di «Chocobarocco» dal 30 di questo mese al tre maggio.

Religiosità, devozione, folklore, tradizione ed enogastronomia sono gli ingredienti cui albergatori, ristoratori, commercianti si affidano per un ritorno economico ma anche gli elementi sui quali l’amministrazione punta per il rilancio e l’affermazione dell’immagine della città. L’attenzione di residenti e dei tanti turisti che sono presenti da qualche giorno in città è concentrata oggi sui due simulacri della Madonna e del Risorto che dopo un lungo giro per le vie del centro storico si incontrano prima in piazza municipio, poi davanti alla chiesa di S. Pietro ed infine davanti alla chiesa di S. Maria. Sono i tre momenti significativi della «vasata», con la più spettacolare davanti a palazzo S. Domenico, simbolo del potere amministrativo e di tutta la comunità cittadina.

A mezzogiorno il manichino della Madonna, svestirà il drappo nero con il quale esce dalla chiesa di S. Maria alle 9.30 alla ricerca del figlio. La Madonna verrà dalla parte bassa di corso Umberto mentre il Salvatore con la palma in mano, avvolto in una tunica rossa, procederà dalla parte alta di corso Umberto. Caduto il mantello nero, saranno liberate le colombe, simbolo di pace e fertilità e la «vasata» potrà compiersi tra gli applausi e la commozione della gente che solitamente assiepa balconi, la piazza e tutti gli spazi pubblici. Quest’anno dalla balconata di palazzo S. Domenico ci saranno anche i diversamente abili cui è stato rivolto l’invito da parte dell’amministrazione di partecipare da un luogo privilegiato alla festa.

Gli addetti dell’Unitalsi accoglieranno i giovani delle varie associazioni, Piccoli Fratelli, Csr, Croce Rossa, e li condurranno verso le postazioni loro assegnate al primo ed al secondo piano di palazzo S. Domenico. La festa comincerà nella prima parte della giornata con l’uscita dei due simulacri dalla chiesa di S. Maria preceduti ognuno dalla banda cittadina. I portatori saranno quest’anno i parrocchiani che indosseranno per la prima volta nella storia della «vasata» i fazzoletti blu per coloro che porteranno a spalla la Madonna e rosso per il Salvatore.

Regista dell’incontro Mario Cappello che insieme al figlio Salvatore guiderà da sotto il manichino le braccia ed il busto della Madonna. La festa si concluderà alle 13 con il ritorno nella chiesa di S. Maria e la benedizione finale alla città. La giornata avrà comunque un appendice altrettanto sentita con la discesa della statua di S. Giorgio dalla cappella dedicata al santo. Alle 18 i portatori scenderanno la statua, faranno alcuni giri per le navate della chiesa e deporranno il simulacro al centro della navata principale dove resterà per preghiere ed offerte fino al giorno della festa. La discesa di S. Giorgio segna l’inizio ufficiale della festa sia religiosa sia popolare con un fitto programma di appuntamenti che prenderanno il via già dal prossimo fine settimana.

A Scicli, tempo permettendo, sarà il giorno del "Gioia", mentre a Comiso ci sarà la tradizionale "Pace".


AD ISPICA NIENTE FUOCHI D´ARTIFICIO IN SEGNO DI LUTTO PER LE VITTIME DELL´ABRUZZO
di Eva Brugaletta


Pasqua non sarà salutata dal consueto e suggestivo spettacolo serale di fuochi d’artificio esplosi nell’ameno sito archeologico della Forza. Lo hanno stabilito don Giuseppe Stella, parroco dell’Annunziata, il presidente dell’arciconfraternita Gaetano Fidelio, i rettori ed i confrati della basilica.

«Si tratta di – affermano – un modo per esprimere solidarietà alle popolazioni dell’Abruzzo colpite dalla tremenda catastrofe lo scorso 6 aprile. Non poter condividere in pienezza, la gioia per la resurrezione di Cristo con i fratelli terremotati, ha fatto assumere la decisione di non effettuare lo spettacolo pirotecnico pasquale, previsto per stasera nel parco forza. Devolveremo – aggiungono – parte gli oboli raccolti in favore degli abruzzesi colpiti del destante sisma. In tal modo – concludono – siamo certi di interpretare i sentimenti e la volontà di tutta la comunità parrocchiale e dell’intera cittadinanza».

La veglia pasquale ha avuto inizio ieri sera alle 23 nella basilica Annunziata. Mentre, alle 22, nella basilica Santa Maria Maggiore, i giovani iscritti all’associazione «Fazzoletti rossi» hanno rievocato la risurrezione di Cristo, animando i personaggi del Vangelo.

A mezzogiorno di oggi, la Pasqua sarà celebrata con l’incontro, in corso Garibaldi, fra le statue del Resuscitato e dell’Addolorata. Si tratta di un momento carico di pathos: i fedeli, di corsa, conducono sulle spalle le due statue per consentire il commovente incontro fra la Madre e il figlio di Dio. Poco dopo, l’ingresso nella chiesa Madre e la tradizionale corsa di rientro del Resuscitato nella basilica dell’Annunziata.

Il concerto di Pasqua è previsto per le 20.30 nella basilica Annunziata dopo la celebrazione della messa alle 19.30.


IL VENERDI´ SANTO A POZZALLO
di Laura Renno

Iniziato già alle prime ore del mattino, con la commovente e partecipata rimozione della statua della Madonna Addolorata dall’edicola dell’altare maggiore della chiesa Santa Maria di Portosalvo, il Venerdì Santo a Pozzallo.

Un evento tra i più importanti e sentiti dall’intera comunità pozzallese che, annualmente rinnova la sua totale devozione alla Vergine dei dolori e al Cristo morto. Per tutta la lunga mattinata un susseguirsi di fedeli ha preso parte all’esposizione e benedizioni dei bambini alla Vergine e alla vestizione del simulacro in vista della serale processione.

Intorno alle 17 è poi iniziata la processione con i simulacri del Cristo morto e della Vergine Addolorata per tutte le vie principali della città. Un corteo terminato con la solenne Via Crucis che ha riportato i simulacri dinnanzi al sagrato della chiesa Portosalvo.

Tutto in sordina, quest’anno, con una preghiera rivolta al cielo e il cuore rivolto alle vittime del terremoto d’Abruzzo. Uno stato d’animo divenuto evidente nella scelta, giusta e doverosa, di evitare i classici fuochi d’artificio del rientro in chiesa dei simulacri, come nelle riflessioni conclusive del vescovo di Noto, Monsignor Antonino Staglianò, a cui padre Giovanni Botterelli ha consegnato una busta con il denaro destinato ai fuochi d’artificio a cui la comunità ha pensato bene di rinunciare e di devolvere l’intera somma alle popolazioni terremotate d’Abruzzo.