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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 489
RAGUSA - 07/04/2009
Attualità - Ragusa: strascichi dopo il blitz al quartiere San Luigi

Il Prefetto: «Quel rifugio per cani non era autorizzato»

Per Battaglia «nulla di illegale". La Lav Sicilia chiederà un incontro al rappresentante del Governo
Foto CorrierediRagusa.it

Tiene ancora banco la querelle Lav-Prefettura di Ragusa dopo il blitz effettuato dalle forze dell’ordine al quartiere San Luigi di Ragusa. A seguito dell’articolo sul blitz pubblicato da corrierediragusa.it (e che potete leggere di seguito), il prefetto Carlo Fanara (nella foto) con una nota ufficiale precisa che «i Carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Ragusa, coadiuvati dal Servizio Veterinario dell’Ausl 7, hanno accertato che Biagio Battaglia della Lav (Lega antivivisezione) aveva allestito un rifugio per cani senza alcuna autorizzazione. Nella circostanza, è stato effettuato il sequestro di 8 cani risultati non iscritti all’anagrafe canina».

Dopo quanto accaduto, comunque, i toni sembrano essere più distesi rispetto ai giorni precedenti. Non si parla più di azioni legali ma di precisazioni e di chiarificazioni. Anche per Biagio Battaglia la questione sembra avviarsi alla conclusione.

Il rappresentate provinciale della Lav ha pure voluto puntualizzare che la vicenda si é chiusa stamattina con il sopralluogo dei dirigenti dell´Ufficio Igiene dell´Ausl 7, dei Vigili del fuoco dell´ispettore Ambientale comunale.

«Dal verbale da loro redatto in mia presenza- scrive Battaglia- non risulta nulla di illegale, nulla di pericoloso per la collettività; solo proposte per ridurre il pericolo di disturbo relativo all´abbaio e il miglioramento delle condizioni del giardino. Nelle prossime ore la Lav Sicilia chiederà un incontro al prefetto di Ragusa».


LA CRONACA DEL BLITZ

Attenti al cane! E’ psicosi. Se non ci sono s’inventano, se sono da salotto si immaginano rabici. E gli si dà la caccia, violando addirittura abitazioni private. La denuncia è forte e viene dalla Lav. Biagio Battaglia, dirigente provinciale, è parecchio arrabbiato e chiama in causa persino la Prefettura, che a suo dire avrebbe avallato l’irruzione presso un’abitazione privata per dare la caccia a cani che alla fine, secondo i verbali del veterinario dell’Ausl e dei Nas, si sono rivelati ben accuditi e di proprietà privata. Erano solo «irregolari», per non dire clandestini, senza microchip.

Più si parla di cani, più si dimentica il vero dramma del piccolo Giuseppe e più si contribuisce a creare allarme sociale, molte volte eccessivo e ingiustificato. E più si distoglie l’attenzione dall’inefficienza delle istituzioni, che avrebbero dovuto per tempo impedire quanto è accaduto.

«Ci riserviamo – scrivono il responsabile provinciale della Lav Biagio Battaglia e la delegata del settore randagismo Franca Schininà Distefano- di attivare tutte le possibili procedure legali nei confronti di coloro che questo pomeriggio hanno diffuso calunnie nei nostri confronti. Siamo inoltre particolarmente stupiti delle dichiarazioni, frettolose, e poi smentite dal sopralluogo, rilasciate alla stampa, dal prefetto di Ragusa. Come sia arrivato a certe conclusioni non si riesce veramente a comprendere».

Insomma, la Lav chiama in causa la Prefettura, attribuendo delle responsabilità sull’accaduto che solo la Magistratura potrà accertare. In base a quanto riferiscono Battaglia e Distefano, «a causa di una segnalazione priva di alcun fondamento è partita una «incredibile» caccia alle streghe nel quartiere San Luigi a Ragusa. Addirittura sono state diffuse alla stampa delle note in cui si parlava di un branco di cani, pericolosissimi e aggressivi, liberi di girovagare per le strade del centro storico. Tutto questo è calunnioso nei confronti dell’associazione che in questi anni, pur non essendo proprietaria dei cani, s’è assunta l’onere del loro mantenimento».

Dopo le verifiche, l’Ausl e i Nas avrebbero escluso qualsiasi pericolo randagismo. «Cani bene accuditi e in ottime condizioni di salute». I cani in questione, riferisce la Lav, sono in tutto 8, di cui 3 maschi e 5 femmine tutte sterilizzate. Vivono in un giardino di mille 300 metri quadri e beneficiano di due terrazze in un edificio di 800 metri quadri e sono custoditi in aree ben recintate (mura perimetrali di circa 3 metri di altezza. E, si tiene a precisare, non sono aggressivi: manca solo il microchip.

(Nella foto in alto da sx Biagio Battaglia della Lav e il prefetto Carlo Fanara)