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RAGUSA - 10/03/2009
Attualità - Ragusa: ne viene chiesta la revoca perchè sarebbe contra legem

Ragusa: accuse e sospetti sul bando di mobilità esterna

Tra l’assessore provinciale al Personale Raffaele Monte e i gruppi consiliari IdV, Mpa e il gruppo misto

Sul bando di mobilità esterna è scambio di accuse e sospetti tra l’assessore provinciale al Personale, Raffaele Monte, e i gruppi consiliari IdV, Mpa e il gruppo misto. «I consiglieri che hanno chiesto la revoca del bando sulla mobilità stanno apertamente affermando che non vogliono che la Provincia metta a concorso all’esterno i posti disponibili nella dotazione organica e previsti dal piano occupazionale», aveva dichiarato l’assessore dopo i dubbi sollevati dai gruppi consiliari in questione sul rispetto della procedura e delle norme che sono alla base del bando stesso.

«Insomma – aveva sottolineato l’assessore Monte – stanno stoppando la speranza di centinaia e centinaia di giovani laureati e diplomati che aspettano da anni pubblici concorsi negli enti locali. La verità è proprio questa. Il bando sulla mobilità è ispirato alla verifica della disponibilità di chi aveva già intenzione di lasciare il proprio ente e alla verifica della professionalità dei richiedenti con una prova d’esame. Dov’è l’aspetto contra legem?»

Un’accusa che i consiglieri rispediscano al mittente: «L’assessore ci attribuisce colpe e volontà che rigettiamo – è scritto in una nota siglata dai consiglieri di IdV, Mpa e gruppo misto –. Ci incolpano di togliere speranza a ‘migliaia di giovani’, ma in realtà abbiamo solo posto questioni di carattere procedurale e di rispetto delle norme». Questioni da cui emerge il sospetto di trovarsi di fronte «a un bando che sembra fatto ad personam». A questo sospetto se ne affianca un altro, questa volta avanzato dall’assessore Monte: «Il bando è stato pubblicato da due settimane e mi chiedo: perché solo ora che è scaduto ne stanno chiedendo la revoca? Questa richiesta è la riprova che di fronte all’interesse generale dei pubblici concorsi che l’amministrazione provinciale ha deciso di perseguire fa da contraltare la decisione di alcuni consiglieri di privilegiare l’interesse di qualche dipendente di ente locale, non più contento di restare nell’amministrazione di appartenenza».

Da questo scambio di accuse e sospetti, l’invito dei gruppi firmatari del documento al presidente Antoci e all’assessore Monte a «non limitare gli spazi di confronto» per chiarire ogni dubbio attraverso un’ampia partecipazione democratica. Invito accolto dall’assessore al Personale: «La sede istituzionale per questo dibattito resta comunque il consiglio provinciale, dove sarò ben lieto di confrontarmi su questo argomento».