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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 800
RAGUSA - 30/01/2009
Attualità - Ragusa - Dura e circostanziata denuncia del presidente dell’Ance

Cutrone: "Scongelare subito
i fondi ex Insicem"

"Tale inerzia non ci convince e non la condividiamo» Foto Corrierediragusa.it

«Non è davvero ammissibile che, in un periodo di crisi devastante come quello attuale, crisi che grava su tutti i settori economici ed in particolare sul comparto dell’edilizia, oltre 34 milioni dei fondi ex Insicem rimangano congelati. E’ una grave responsabilità che pesa come un macigno sulle capacità di recupero dell’economia iblea». E’ la dura e circostanziata denuncia che arriva dal presidente dell’Ance Ragusa Santo Cutrone (nella foto).

Il calcolo è presto fatto. Dei 58 milioni che costituiscono l’ammontare complessivo dei fondi derivanti dalla vendita del polo cementiero ragusano e che dovrebbero essere reinvestiti nell’area iblea, solo un milione 145mila euro sono stati finora erogati mentre le somme impegnate, con l’avvio delle relative procedure, ammontano a complessivi 14 milioni 426mila euro. A ciò, inoltre, bisogna sottrarre la somma di sette milioni 761mila euro destinati al fondo di rotazione per le imprese.

«Si arriva così – afferma Cutrone – alla cifra di 34,6 milioni di euro che è una somma di consistenti proporzioni in un momento molto delicato per l’economia locale, in cui l’immissione di tali risorse potrebbe dare il via ad un circuito virtuoso, destinato a fungere anche da moltiplicatore, contribuendo ad assicurare quella fiducia che tutti gli operatori economici, ciascuno nel proprio ambito, vanno ricercando.

E invece, passano i giorni, le settimane e, perfino, i mesi, ma dell’avvio dell’iter di spesa per le suddette somme non si ha notizia. L’Ance rivolge un pressante invito alla Provincia regionale di Ragusa, alle altre istituzioni a vario titolo competenti, affinché si possa superare questa fase di impasse che rischia di aggravare un quadro complessivo già di per sé molto problematico. Nutrivamo parecchia speranza nell’immediato utilizzo dei fondi ex Insicem ma questa attesa sta diventando drammatica e poco rispettosa delle notevoli difficoltà che investono trasversalmente tutti i settori produttivi. Ci auspichiamo una risposta immediata sul fronte dell’operatività, una risposta che tenga in considerazione i suddetti fattori. Tale inerzia non ci convince e non la condividiamo».