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RAGUSA - 22/01/2009
Attualità - Ragusa - La presa di posizione di Legambiente

Ragusa: stop alla pesca di novellame

"La Regione permette a pescatori di altre marinerie di razziare
il nostro mare, impoverendolo come hanno già fatto altrove"
Foto Corrierediragusa.it

«Stop al massacro». L’allarme è lanciato da Legambiente di Ragusa, che denuncia l’arrivo dalla Regione, «puntuale come sempre, dell’autorizzazione alla pesca del novellame (nella foto)». Con una nota inviata alle autorità locali – e in particolare al Prefetto, al presidente della Regione e ai sindaci dei Comuni marinari – l’associazione ambientalista chiede «che venga attivato urgentemente un tavolo tecnico operativo finalizzato ad intervenire presso l’assessorato regionale competente per ottenere l’interdizione della pesca al novellame in Provincia di Ragusa. Nonostante che a tutti i livelli politici – sottolinea Legambiente nella nota – ci si dichiari in favore della tutela del mare, ogni anno nessuna iniziativa viene presa per impedire che in provincia si attui tale pesca, nonostante che tale attività non venga effettuata da nessun pescatore in provincia di Ragusa e quindi non comporti alcun vantaggio economico ma solo un impatto ambientale».

Con l’autorizzazione regionale, quindi, «si permette a pescatori di altre marinerie di razziare il nostro mare, impoverendolo come hanno già fatto nei loro compartimenti. Un ulteriore esempio di ‘centralismo’ palermitano, che spesso e volentieri danneggia la nostra provincia». Ma il vero problema non è il «centralismo»: «Il Mediterraneo – conclude Legambiente nella nota – è un mare che si sta impoverendo rapidamente. La pesca del novellame è insostenibile perché fa incetta dei giovanili di varie specie e spezza la catena alimentare. Il massiccio impegno di flotte pescherecce, organizzate con mezzi tecnologici moderni, produce conseguenze gravissime sulla piccola pesca locale e scarica sui consumatori i costi diretti e indiretti di una gestione irrazionale del settore».