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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 752
RAGUSA - 08/01/2009
Attualità - Ragusa - La situazione dei dipendenti del consorzio di bonifica 8

La Cisl sui precari: "Per noi non ci sono figli di un dio minore"

Giovanni Avola: "I diretti interessati pronunciano parole dettate non dal buon senso, ma da una comprensibile esasperazione"
Foto CorrierediRagusa.it

«Per la Cisl non ci sono precari ‘figli di un dio minore’, il nostro confronto con l’assessorato regionale all’Agricoltura e col dirigente Dario Caltabellotta è finalizzato alla stabilizzazione di tutti i 300 precari provinciali del Consorzio di bonifica di Ragusa, e cioè dei 60 precari del personale amministrativo e degli oltre 200 operai stagionali».

Non si fa attendere la replica del segretario generale della Cisl di Ragusa Giovanni Avola (nella foto), alle proteste degli operai del Consorzio di bonifica ibleo che mercoledì mattina si sono dati appuntamento davanti alla Prefettura. «I contratti sono scaduti a fine dicembre – avevano detto i lavoratori stagionali –, la proroga fino al 31 marzo sarà concessa solo ai 60 amministrativi, per noi invece dovrebbe scattare solo dopo questa data, facendoci perdere mesi di lavoro e di stipendi. Alle nostre spalle abbiamo circa 10 anni di precariato, il nostro futuro è costellato solo di promesse di stabilizzazione senza alcuna garanzia, mentre i sindacati sembrano preoccuparsi solo delle esigenze dei 60 dipendenti. Del resto noi siamo solo i ‘figliastri’…i ‘figli di un dio minore’».

Parole dettate dall’esasperazione, secondo il segretario generale della Cisl di Ragusa, «il sindacato già a luglio aveva posto a livello regionale la questione della stabilizzazione per tutti i 300 precari del Consorzio ibleo, senza alcuna distinzione. L’assessorato regionale ha la possibilità di stabilizzare tutti questi lavoratori, entro 3 anni, anche con risorse della Finanziaria nazionale. Stiamo lavorando per far convergere su questo punto più volontà politiche mediando tra diversi fronti decisionali; un lavoro tutt’altro che semplice, ma siamo ottimisti».

Ottimismo fondato anche su ragioni di ordine pratico: «Calpestare la stabilizzazione dei lavoratori stagionali non avrebbe senso – conclude Giovanni Avola – perché comprometterebbe le ragioni stesse dell’esistenza dei 60 dipendenti, chiamati a disporre perizie e altre procedure burocratiche volte a coordinare proprio il lavoro degli operai».


L´OPINIONE DEI PRECARI A RISCHIO POSTO DI LAVORO

Non tutti i precari sono uguali. Ci sono i precari di serie A e quelli di serie B. «Figli e figliastri», si sfoga uno degli operai del Consorzio di bonifica di Ragusa che ieri mattina si sono dati appuntamento davanti alla Prefettura.

«Siamo 1.800 precari in tutta la Sicilia, 300 solo nella provincia di Ragusa – spiega l’operaio, Giovanni Pitino –. Di questi 300, 60 fanno parte del personale amministrativo del Consorzio di bonifica di Ragusa e 240 sono operai addetti alla manutenzione e al funzionamento dei canali per la raccolta delle acque. I contratti sono scaduti a fine dicembre, la Regione ha dato l’ok per una proroga fino al 31 marzo, in attesa della promessa stabilizzazione, ma ad oggi il Consorzio di Ragusa ha concesso questa proroga solo ai 60 lavoratori amministrativi. Noi operai invece siamo stati dimenticati da tutti, perfino dai sindacati. Oggi siamo qui, davanti alla Prefettura, perché ci siamo autoconvocati… Siamo qui per ribadire, malgrado il silenzio dei sindacati, che anche noi abbiamo diritto, come il personale amministrativo, al lavoro e quindi alla proroga».

La proroga, in realtà, è stata concessa anche ai 240 «figliastri» del Consorzio di bonifica ibleo, «ma scatterà dopo marzo, non prima – puntualizza un altro operaio, Giovanni Rustico –. La Regione ha promesso il suo impegno, in questo lasso di tempo, per stabilizzare buona parte dei precari. Ma il problema sta proprio in questo lasso di tempo: noi cosa faremo da oggi fino al 31 marzo? E dopo questi mesi senza stipendi e senza reali garanzie sul futuro, cosa accadrà? Perché la proroga concessa dalla Regione ai 300 lavoratori precari della provincia è stata riconosciuta dal Consorzio ragusano solo ai 60 del personale amministrativo, mentre noi operai siamo stati abbandonati nella totale incertezza»?