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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 848
RAGUSA - 01/12/2008
Attualità - Ragusa - Si chiede l’annullamento della determina del sindaco

Gli ordini professionali al Tar sulle collaborazioni gratuite

Per il presidente dell’ordine degli architetti Paolo Mincio
esistono i presupposti per scatenare concorrenze sleali
Foto CorrierediRagusa.it

Affrontata inizialmente in un dialogo, piuttosto acceso, tra Comune e Ordini professionali (quello degli architetti e degli ingegneri), adesso la questione delle collaborazioni gratuite finisce sul tavolo del giudice amministrativo.

A riferirlo è una recente circolare dell’Ordine degli ingegneri di Ragusa. «Relativamente al problema degli incarichi da svolgere a titolo gratuito – è scritto nel documento –, previsti dalla determina del sindaco di Ragusa numero 197 del 14 agosto 2008, dopo la nostra nota del 17 ottobre di richiesta di revoca rimasta disattesa da parte dell’amministrazione comunale, il consiglio della Consulta degli Ordini della Sicilia ha deliberato all’unanimità di ricorrere al Tar (Tribunale amministrativo regionale, ndr) affidando l’incarico ad uno studio legale del foro di Catania».

Diverse le motivazioni alla base del ricorso al Tar. L’Ordine degli ingegneri chiede l’annullamento della determina del sindaco sull’affidamento delle collaborazioni a titolo gratuito perché «in contrasto con il principio di non discriminazione, con il principio di parità di trattamento, con il principio di proporzionalità, con il principio di trasparenza indicati dal nostro Legislatore e quello comunitario come elementi totalizzanti negli affidamenti degli incarichi professionali». Inizia così un contenzioso giudiziario «che ci vede nostro malgrado protagonisti per la difesa dei valori fondanti della professione – è scritto ancora nella circolare –, come quello di un giusto compenso per le prestazioni professionali».

«La collaborazione gratuita dei professionisti – aveva dichiarato in più occasioni Paolo Mincio (nella foto), presidente dell’Ordine degli architetti di Ragusa – non può essere uno strumento ordinario nella redazioni dei piani urbanistici e dei piani spiaggia. Si verrebbero a creare di fatto concorrenze sleali tra colleghi. E poi non è detto che questa pratica porti a dei risparmi effettivi per la collettività. Un conto è un lavoro svolto a titolo gratuito per rimpolpare il proprio curriculum, un altro è il lavoro svolto dal professionista retribuito che, come tale, è chiamato a rispettare determinati canoni di qualità e determinate scadenze».