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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1497
RAGUSA - 24/11/2008
Attualità - Ragusa - Non preoccupa la situazione delle scuole in provincia

Ragusa: edifici scolastici sicuri

Ma il preside dell’Itc di Comiso Roccaro ha qualcosa da ridire Foto Corrierediragusa.it

Quale argomento più scottante ed attuale della sicurezza degli edifici scolastici? Chi perde qualcuno, pensa sempre che non debba essere vanificata la morte, il dolore e la sofferenza, ma purtroppo la realtà va in altre direzioni. La sciagura di Rivoli, e del tetto crollato, non è stata la prima e l’unica. Ma questo lo sappiamo tutti.

Altre vicende simili in passato, hanno scosso gli animi, hanno fatto scattare inchieste, misure da parte dei governi, ma è evidente che non è cambiato nulla se oggi, ci sono famiglie che vanno ai funerali dei propri figli, per lo stesso motivo di altre, in anni passato. E non vale più nemmeno l’antico detto nostro che « quando rubarono Sant’ Agata, fecero le porte di ferro»!

Scatta così il grido di allarme di alcuni dirigenti scolastici in provincia di Ragusa, ed in particolare del dirigente scolastico del liceo scientifico e classico, nonché dell’ Itc di Comiso, il professore Corrado Roccaro, che, per l’ennesima volta, denuncia lo stato in cui versa l’edificio del liceo Carducci.

«Da più di tre anni scrivo lettere all’amminstrazione di competenza, sullo stato dell’edificio e delle aule.» Dichiara Roccaro. « sono rimasto solo a condurre questa battaglia. Nessun genitore si è preso mai la briga di verificare in quali aule i propri figli sono costretti a fare lezioni. Autentici buchi, sgabuzzini allestiti alla buona e resi simili ad aule. Il tetto dell’istituto è peggio di un colabrodo, e in palestra da anni i ragazzi fanno attività motoria sotto l’eternit.» Dopo anni di scambi epistolari, pare che finalmente, durante le vacanze natalizie, il tetto della palestra, dovrebbe essere rifatto.

Ma tutto ciò non basta. Le condizioni di alcune aule sono davvero precarie, e non necessariamente la sicurezza di un edificio scolastico deve riguardare la struttura, ma anche le condizioni in cui professori ed alunni devono operare. Roccaro continua: « esiste tra l’altro un progetto di ampliamento dei locali. Esiste, ma non è mai stato finanziato. E già dall’anno prossimo, ci saranno seri problemi sulla disponibilità di altre aule. Non c’è più dove alloggiare gli studenti.»

Lungaggini burocratiche? Troppi enti che si rimbalzano il problema? Incuria da parte di tutti? Forse un po’ di tutto. Ma tutte le somme stanziate negli anni dai vari governi per la messa in sicurezza delle scuole, dove sono stati spesi? Basta davvero mettere porte antipanico ed ascensori negli edifici scolastici per definirli sicuri? Sembrerebbe proprio di no. Molte scuole in tutta Italia, Sicilia compresa, risalgono a tempi non molto recenti, si parla di circa un quarantennio per quelle più nuove. E le segnalazioni non sono affatto mancate come ultima quella del preside di Comiso. Quanto ancora si sentirà la solita storia: non ci sono somme disponibili?

Vorremmo infine far notare che un edificio privato, necessita di manutenzioni, almeno ogni 5 anni. Qualcuno saprebbe dire come mai gli edifici pubblici tutti, subiscono interventi di manutenzione di una certa rilevanza, mediamente a cadenza trentennale?