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RAGUSA - 22/11/2008
Attualità - Ragusa - in 35mila per un lavoro che forse non arriverà mai

Graduatorie personale Ata, tutti in coda pagando per sperare

Un esercito di giovani e meno giovani sperano nelle supplenze per sostituire temporaneamente personale di ruolo e precario
Foto CorrierediRagusa.it

Sono circa 35mila. Un esercito di giovani e meno giovani incolonnati per un posto che è meno di un’occupazione precaria. Tutti in coda per un lavoro che con buona probabilità non avranno mai o che potrebbe durare meno di una settimana. E quasi tutti hanno pagato per mettersi in coda.

Sono gli iscritti che figurano nelle graduatorie provvisorie di terza fascia per il personale Ata (Ausiliari tecnici amministrativi, cioè assistenti amministrativi, tecnici di laboratorio e collaboratori ausiliari) pubblicate nelle scuole di tutta la provincia il 20 novembre. Graduatorie di terza fascia: significa che i 35mila che hanno presentato domanda possono sperare solo nelle supplenze per sostituire temporaneamente personale di ruolo e personale precario.

«Possono sperare in un’influenza che costringa a letto per un po’ di tempo un assistente amministrativo o un collaboratore scolastico – spiegano dalla segreteria di un istituto superiore di Ragusa che gestisce una graduatoria di circa 6mila persone in coda per quell’istituto e altre 29 scuole della provincia –. E pensare che la gran parte di queste persone ha pagato per farsi aiutare nella compilazione delle domande per l’inserimento in graduatoria. Circa 15 euro a domanda».

In provincia, quindi, c’è chi sogna ancora il posto fisso e c’è chi sogna a pagamento una supplenza, anche di un paio di giorni, per sostituire un precario. E forse riuscirà a ottenerla questa supplenza, se avrà la stessa fortuna di chi centra il 6 al Superenalotto. Ma non è tutto. «Le scuole – spiegano da un’altra segreteria scolastica – si sono sobbarcate di un lavoro enorme per l’elaborazione delle graduatorie, peraltro ancora provvisorie. Ogni scuola poi ha inevitabilmente adottato, nella valutazione delle domande, interpretazioni diverse delle linee guida ministeriali. Differenze che in alcuni casi hanno generato, e continueranno a generare fino alla graduatoria definitiva, confusione, ricorsi e nuove graduatorie da compilare e poi ricompilare. Fino al 2000 non era così. Era il Provveditorato a valutare tutte le domande con un unico metro. Almeno le illusioni di tanti aspiranti supplenti erano incolonnate con un criterio univoco».

(Nella foto in alto la sede del provveditorato agli studi di Ragusa)