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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 736
RAGUSA - 06/11/2008
Attualità - Ragusa - Il manager Manno ha querelato i firmatari della denuncia

"Guerra" a colpi di carta bollata tra Ausl 7 e 16 ausiliari sanitari

I lavoratori avevano denunciato il presunto comportamento illegittimo dell’azienda ospedaliera sul bando di concorso Foto Corrierediragusa.it

Una "guerra" a colpi di denunce, quella combattuta da alcuni ausiliari sanitari specializzati da un lato e dall’Ausl 7 di Ragusa dall’altro. «Anche se denunciare questa situazione tanto assurda quanto ingiusta – spiega il portavoce dei 16 ausiliari sanitari categoria A sul piede di guerra – servirà a ben poco; ecco perché stiamo pensando di rivolgerci direttamente al Governo nazionale». Il quale, però, ha tra le mani diverse patate bollenti, e forse non ha inserito i problemi della Sanità ragusana tra le prime dieci emergenze del Paese.

«Per capire occorre partire dall’inizio – prosegue il portavoce della protesta –, cioè dal 2005, quando uscì un bando di concorso per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato, presso l’Ausl 7 di Ragusa, di 80 ausiliari sanitari. A seguito di alcuni accordi con i sindacati, si passò poi da 80 a 160 assunzioni, e dal tempo pieno al part-time. Tra quelli che rimasero fuori, senza lavoro, c’erano circa 150 assistenti residenti nella provincia, e di questi oggi solo una minima parte, quella più ‘fortunata’, riesce ad andare avanti con contratti trimestrali da 500 euro al mese».

Comunque, dopo l’esisto del concorso, 16 di questi 150 ausiliari presentarono una denuncia alla magistratura ragusana «perché il bando in questione presentava gravi irregolarità – sostiene il portavoce della protesta – . Una per tutte: numerosi candidati, poi ammessi in graduatoria, non avevano presentato entro i termini perentori la necessaria documentazione».

Ma non è tutto. Alcuni di questi 16 assistenti sanitari fanno riferimento, in un’altra denuncia, a un bando del 27 gennaio 2006 per la formazione di una graduatoria con validità triennale da utilizzare per l’Ausl 7 e l’Ompa di Ragusa per conferire incarichi a tempo determinato per il profilo di ausiliario specializzato categoria A. «L’Ausl 7 – è scritto in quest’ultima accusa all’Azienda sanitaria –, pur non avendo mai revocato il secondo avviso (quello del 27 gennaio 2006), sta oggi assumendo personale specializzato categoria A per periodi di tempo determinato attingendolo illegittimamente dalla graduatoria stilata in esecuzione del primo bando».

La replica di Fulvio Manno (nella foto), dirigente generale dell’Ausl 7, non si è fatta attendere: «Per quanto concerne la prima denuncia, credo sia palese la volontà di calunniare, per motivi personali che ignoro, l’Azienda ospedaliera, esempio di efficienza in tutta la Sicilia. Se questi signori ritenevano illegittimo il bando, e quindi lesa la loro possibilità di entrare in graduatoria, avrebbero dovuto percorrere un altro iter, quello del ricorso al Tar, per l’annullamento del bando».

E l’uso illegittimo della prima graduatoria? «L’Azienda sanitaria – puntualizza il dirigente – ha proceduto per il primo bando all’approvazione della graduatoria finale e alla nomina dei vincitori. Appare evidente che, a fronte dell’esistenza di una graduatoria concorsuale valida ed efficace che ha validità triennale, la selezione per incarichi a tempo determinato non ha avuto seguito; anzi, non è stata formulata nemmeno una graduatoria per questi incarichi».

Da qui la decisione dell’Ausl 7 di querelare i querelanti, considerato – è scritto nella denuncia dell’Ausl 7 – che l’esposto degli assistenti sanitari, quello in cui si sostiene l’illegittimità del comportamento dell’Azienda che avrebbe assunto personale ausiliario a tempo determinato attingendolo dalla graduatoria elaborata per il primo concorso a tempo indeterminato, «contiene gravi e infondate accuse verso l’amministrazione e che tali affermazioni possiedono una valenza gravemente diffamatoria nei confronti del direttore generale dell’Ausl 7 e, in generale, dell’Azienda sanitaria quale istituzione».