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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 782
RAGUSA - 01/11/2008
Attualità - Ragusa - Intervista al presidente di Confeserfidi Bartolo Mililli

Gli effetti della recessione economica in Provincia

«Gli effetti di quanto avvenuto negli States con il fallimento
della banca Lehman Brothers si avvertiranno nei prossimi mesi"
Foto Corrierediragusa.it

Nonostante l’economia si sia fermata e l’ombra delle recessione oscuri anche la Sicilia, la flessione che si sta registrando rispetto allo scorso anno in tema di erogazione di finanziamenti da parte dei consorzi fidi alle piccole e medie imprese non è allarmante. Rispetto ai 103 milioni di euro erogati nel 2007, la cifra si è al momento attestata a 90 milioni, e mancano poco più di due mesi alla fine dell’anno. Ciò significa che l’attuale gap di 13 milioni in meno erogati potrebbe essere colmato.

Un controsenso, rispetto a quanto sta avvenendo su scala mondiale dal punto di vista economico? Non esattamente, secondo Bartolo Mililli, dottore commercialista da 13 anni e presidente di Confeserfidi, leader nell’Isola per i finanziamenti alle imprese. «Gli effetti di quanto avvenuto negli States con il fallimento di banche di fama mondiale, come la Lehman Brothers – dichiara Mililli – si avvertiranno in tutta la loro nefasta portata nei prossimi mesi. Per il momento stiamo cercando di fronteggiare la congiuntura che sta paralizzando l’economia, ma nelle prossime settimane avremo bisogno dell’aiuto della Regione per poter incrementare il fondo a nostra disposizione che utilizziamo per garantire le piccole e medie imprese nei prestiti con le banche».

Confeserfidi possiede un fondo patrimoniale di 15 milioni di euro, quasi un terzo dell’Assconfidi di cui fa parte assieme ad altri 25 confidi riconosciuti dalla Regione e il cui fondo complessivo ammonta a 50 milioni di euro. In tutta l’Isola sono 70 i confidi che operano, ma solo 30 sono quelli riconosciuti dalla Regione e con la quale intrattengono rapporti. «26 di questi confidi – aggiunge Mililli – fanno parte della Assconfidi, che annovera i 4 organismi che, da soli, erogano il 90% dei finanziamenti in Sicilia, tra cui Confeserfidi di cui sono presidente. Ma per poter continuare su questa strada, bisogna che la Regione impingui il nostro fondo. Abbiamo richiesto 50 milioni di euro rispetto ai 100 di Confindustria.

Non sappiamo ancora quanto la Regione deciderà di erogare, ma speriamo si tratti comunque di somme sostanziose. Tramite i fondi Por e i progetti europei questi soldi si possono reperire. Non farlo equivarrebbe alla paralisi totale dell’economia siciliana, alla luce delle grosse e oggettive difficoltà che le piccole e medie imprese stanno già incontrando nell’ottenere finanziamenti dalla banche. Gli istituti di credito sono piuttosto cauti e concedono prestiti solo a quelle imprese piuttosto dinamiche in grado di assicurare tutte le garanzie di rimborso. E’ il fenomeno del «credit crunh», o frazionamento del credito, dalla quale vengono inevitabilmente tagliate fuori le piccole imprese che intendono investire.

Il nostro compito primario consiste proprio nell’offrire alle banche le garanzie necessarie per l’ottenimento del finanziamento e mettere così le piccole e medie imprese nelle condizioni di poter investire. Ma per continuare così, come accennavo, occorre che la Regione impingui i nostri fondi». Nel 2007 e per l’anno in corso la provincia di Ragusa si conferma la più dinamica sotto l’aspetto economico, per numero di imprese nate e conseguente richiesta di finanziamenti. La maglia nera spetta invece alla provincia di Enna «Questo trend – prosegue Mililli – si mantiene stabile da qualche anno, con le province delle fasce costiere che, per la loro naturale collocazione, hanno maggiori possibilità di fare impresa, rispetto magari alle zone dell’entroterra.

L’economia sta comunque attraversando un fase di stasi. E’ praticamente ferma e le ferite ce le leccheremo per almeno un anno, con le imprese che incontreranno sempre maggiori difficoltà nell’accesso al credito. Il nostro compito – conclude il presidente di Confeserfidi – consiste nel limitare il più possibile queste difficoltà, fungendo da ammortizzatore economico, ma la Regione deve venirci incontro».

Bartolo Mililli, presidente di Confeserfidi