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RAGUSA - 30/10/2008
Attualità - Ragusa - Il sindaco Dipasquale fa chiarezza sul balletto di cifre

Consulenze esterne: quanto costano al comune di Ragusa?

"C’è stato un grave errore di valutazione" Foto Corrierediragusa.it

La notizia, pubblicata di recente sui quotidiani locali, del 10% in più, rispetto al 2007, di residenti a Ragusa che si rivolgono alla Caritas diocesana per avere generi di prima necessità ha fatto senz’altro discutere.

L’immagine di barboni ed extracomunitari in coda per una minestra calda è un fotogramma così frequente nella pellicola della quotidianità da non riuscire più a imprimersi nello stomaco, ma solo nella coscienza, spesso un magazzino di buoni propositi. Ben diversa, invece, l’immagine del ragusano vicino di casa che chiede alla Caritas alimenti o libri di scuola per il figlio.

Ecco perché se al dato della Caritas aggiungiamo quello diffuso, sempre di recente, da un quotidiano locale sulla spesa del Comune di Ragusa nel 2007 per consulenze esterne che gravano sul portafogli di ogni residente («27,16 euro per abitante», cifra in assoluto più alta in tutta la Sicilia, più alta di quella ottenuta sommando i costi procapite per consulenze esterne di tutti i Comuni dell’isola), allora si rischia il passaggio dal dibattito a sfondo sociale alla rivoluzione.

A scongiurare una presa della Bastiglia in versione palazzo dell’Aquila è stato proprio il sindaco Nello Dipasquale (nella foto), che ha voluto chiarire lo «sconcertante equivoco».

«C’è stato un grave errore di valutazione – spiega il primo cittadino – che ha creato, e continua a creare, scompiglio nell’opinione pubblica, anche perché la nostra replica è rimasta un po’ in ombra. Nell’articolo in questione – prosegue il sindaco – il Comune di Ragusa risulta, tra i 9 Comuni capoluogo della Sicilia, in testa alla classifica degli enti che spendono di più per consulenze esterne, con un costo totale pari a 1.969.631 euro nel 2007 a fronte di circa 72.500 abitanti (Catania, secondo i dati riportati dal quotidiano cui si fa riferimento, ne ha spesi nel 2007 solo 372.000, con un costo procapite pari a 1,24 euro per circa 300.000 abitanti). Dove sta l’errore? Per calcolare la spesa in consulenze esterne sostenuta dal nostro Comune sono state utilizzate cifre relative agli incarichi professionali per progettazioni, direzione di lavori, sicurezza, collaudi e realizzazione di opere pubbliche. L’importo di 1.969.631 euro riguarda, per circa il 73%, questi incarichi professionali, che nulla hanno a che vedere con le consulenze esterne e sono un indice di virtuosità dell’ente capace di concretizzare infrastrutture e lavori pubblici, cioè i pilastri del progresso economico e civile di un territorio».

I dati di questa tipologia di spesa sono stati ricavati «dalle comunicazioni che gli enti fanno ogni semestre – prosegue il sindaco – all’‘Anagrafe delle prestazioni’; comunicazioni che sono consultabili nel sito del ministero della Pubblica amministrazione. In certi casi, individuare i dati da trasmettere non è facile, per cui ogni Comune ha margini valutativi non indifferenti. Noi abbiamo scelto, nella comunicazione degli importi, criteri valutativi molto ampi per rispettare le esigenze di trasparenza. E così abbiamo inserito anche tutti gli incarichi professionali, peraltro indice di una buona amministrazione della cosa pubblica. Dubitiamo che gli altri enti – Palermo, Catania, Messina… – abbiano usato lo stesso criterio estensivo nella comunicazione dei dati al ministero».

Il 27% della somma imputata erroneamente al Comune di Ragusa come totale speso per consulenze esterne nel 2007, vale a dire circa 531.800 euro, corrisponde quindi alla somma effettivamente spesa per questa voce, depurata dagli incarichi professionali. È comunque una bella somma, forse qualcosa si poteva risparmiare per aiutare i cittadini in difficoltà.

«Le consulenze e le voci non relative agli incarichi professionali – conclude il primo cittadino di Ragusa – sono associate, e spesso non a torto, a fenomeni di spreco. Ma non è sempre così. Questo 27%, per restare in tema di aiuti alla collettività, include ad esempio una somma consistente, superiore a tante altre: 186.000 euro. Somma erogata a 7 assistenti sociali».