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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 444
RAGUSA - 29/10/2008
Attualità - Ragusa - I prossimi giorni si annunciano caldi

Il decreto Gelmini è legge,
ma la protesta non si ferma

Anche i siciliani hanno preso a cuore la vicenda. Ma perchè nessuno è sceso in piazza per il precariato e la disoccupazione? Foto Corrierediragusa.it

Il Senato ha approvato il decreto che reca la firma del ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini (nella foto), diventato così a tutti gli effetti legge. I senatori Idv: "Ora il referendum". Fuori migliaia di studenti. Il ministro: "Fra una settimana il piano sull´università". Manifestazioni in tutta Italia (www.repubblica.it)

L’ Italia ha una nuova riforma scolastica. Ciclonica si potrebbe dire visti i risultati ancor prima che se ne possano valutare gli effetti. Una nazione in subbuglio per una riforma che forse è antidemocratica, a detta di molti, non solo nei contenuti, quanto nella sua stessa imposizione perentoria e senza alcun margine di discussione.

Se da un lato però gli italiani hanno spesso rimproverato i governi di essere poco fermi nelle decisioni (vedi governo Prodi ), dall’altro quasi incoerentemente, si sentono lesi nella «libertà» da una legge indiscussa ed indiscutibile.

Dunque il nodo è se tale riforma sia giusta o sbagliata. Viste le manifestazioni che in questi giorni si registrano in lungo ed in largo in tutta Italia, isole comprese, sembra che sia sbagliata.

Un altro nodo da sciogliere è quello di capire come mai, ogni volta che si tocca la scuola, succede un putiferio. Strana gente gli italiani. Ed ancor più i siciliani. In Sicilia il tasso di disoccupazione e di precariato, è uno dei più alti. Il reddito pro capite è il più basso d’Europa ed è per questo che la Sicilia sarà considerata sino al 2013 obbiettivo 1 ( regioni disagiate), e dovrà attingere ai finanziamenti europei.

Mancano le infrastrutture, la viabilità risale al tempo dei canonici di legno, l’imprenditoria è quasi inesistente, e sul servizio sanitario è meglio stendere un velo pietoso. Della mafia non parliamone proprio. Ma davanti alla riforma della scuola, anche i siciliani scendono in piazza. Non dico che non sia giusto manifestare, prendere le difese dell’agenzia educativa numero 2, salvaguardare posti di lavoro, tutelare il diritto allo studio. Ma ciò che rende perplessi è l’assenza di prese di posizioni altrettanto forti, per i problemi elencati.