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RAGUSA - 25/10/2008
Attualità - Ragusa - Il tavolo tecnico punta al risultato entro dicembre

Obiettivo riconoscimento Igp per 5 prodotti agricoli tipici

Si tratta di pomodoro, peperone, melanzana, zucchina e cetriolo
Foto CorrierediRagusa.it

L’agricoltura ragusana naviga sulle acque agitate della globalizzazione. Se vuole evitare il naufragio e raggiungere i porti di destinazione, deve abbandonare quanto prima la zavorra della tipicità strettamente locale.

Questa la base di partenza da cui ha preso il via il tavolo tecnico-politico, tenutosi nella sala Giunta del Comune di Ragusa, sull’iter da seguire per il riconoscimento Igp (Indicazione geografica protetta) dei prodotti orticoli del territorio. Il tavolo di confronto, coordinato dal consigliere comunale Franco Celestre, ha visto la partecipazione del vice sindaco, Giovanni Cosentini, e di rappresentanti della Provincia e dei Comuni di Acate, Vittoria, Santa Croce, Scicli, Modica, Comiso, Pozzallo e Ispica.

Il primo confronto tra questi enti locali, partito nel 2006, si era arenato per motivi burocratici nel 2007. «Oggi – ha detto il consigliere Franco Celestre – siamo in grado di riprendere quel dialogo e di arrivare in tempi brevi, intendo entro la fine dell’anno, a un risultato concreto».

In sostanza, il progetto a cui stanno lavorando Comuni e Provincia fa riferimento a 5 tipologie di prodotti (pomodoro, peperone, melanzana, zucchina e cetriolo) e punta a ottenere dal ministero competente il riconoscimento di prodotti agricoli Igp.

«Sulla scelta del Dop (Denominazione di origine protetta, ndr) si è scommesso molto in passato – ha puntualizzato Franco Celestre –, e i risultati incoraggianti non sono mancati, ma nel nostro caso avremmo come risultato quello di limitare la filiera in un ambito territoriale troppo ristretto, rendendola così invisibile al mercato globale e a una parte cospicua dei finanziamenti europei. Ecco perché è necessario e non più rinviabile orientarci verso l’Igp, l’unico marchio in grado di dare ampia visibilità e maggiore competitività ai nostri prodotti agricoli. Dobbiamo pensare a un grande contenitore, a un ‘Prodotto Sicilia’, una sintesi di tutte le filiere agricole siciliane.

Insomma, una rivalutazione della vecchia, buona filosofia «L’unione fa la forza», pronta a rimpiazzare il «particolarismo» che fino a poco tempo fa sembrava promettere consistenti fette di mercato anche in agricoltura, e non solo nell’enogastronomia. Rivalutazione che ha avuto il consenso di tutti i partecipanti al tavolo, adesso chiamati a costituire un’associazione che coinvolga enti pubblici della provincia e operatori locali del settore, in primis le aziende agricole, per portare a termine l’iter burocratico del progetto e ottenere dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali il marchio Igp per i 5 ortaggi prodotti nel Ragusano. Ortaggi con cui riempire il contenitore dei «Prodotti siciliani» da portare sull’immenso bancone del mercato internazionale.

Il prossimo tavolo tecnico-politico si riunirà a dicembre, quando i rappresentanti dei Comuni avranno preso contatti con le rispettive filiere locali. Da quel momento alla costituzione legale dell’associazione presso un notaio il passo sarà molto breve.

«Non sarà facile ottenere da Roma la possibilità di far confluire la produzione locale in un’immagine unica che accomuni i prodotti orticoli siciliani – ha concluso Celestre –; bisognerà anzitutto dimostrare le caratteristiche di storicità delle singole coltivazioni, ma non c’è altra strada se vogliamo rimettere in moto il settore. Questa, che piaccia o no, è la sfida lanciata dal mercato globale, e soprattutto da quello dei Paesi arabi. Per vincerla, dovremo imparare a guardare oltre i confini del nostro orto».

(Nella foto il alto il tavolo tecnico - politico)