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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1153
RAGUSA - 21/10/2008
Attualità - Ragusa - La settimana europea della sicurezza

Incidenti sul lavoro, manca
la cultura della prevenzione

Lo ha ribadito il presidente di Confindustria Ragusa Taverniti.
Per il suo vice Termini "La gestione del rischio è delicato"
Foto CorrierediRagusa.it

Settimana europea della sicurezza. La piccola e media impresa italiana è concentrata sulla produzione e sul mantenimento delle quote di mercato. Ma la possibilità di una crisi è sempre dietro l’angolo. Quali sono le problematiche specifiche che la pmi si trova a fronteggiare nel caso in cui avvenga un incidente sul lavoro?

Per il presidente di Confindustria Ragusa Enzo Taverniti: «Il mantenimento del business caratteristico e il contenimento della concorrenza sono le preoccupazioni fondamentali. Questo comporta che ci si concentri essenzialmente sulla produzione trascurando l’andamento dei rischi». Purtroppo, manca la corretta cultura della prevenzione, infatti molte aziende hanno avuto un approccio più reattivo che proattivo, concentrando i loro interventi più su aspetti formali per cautelarsi rispetto alla norma, piuttosto che implementare un corretto processo di "analisi dei rischi".

Il vice presidente delegato alla Sicurezza nonché referente regionale della campagna regionale sulla sicurezza Maurizio Termini (nella foto) ha ribadito che « In effetti, la gestione del rischio nelle pmi si rivela particolarmente delicato e complesso perché deve coniugare l’alta specializzazione con la multidisciplinarietà e deve essere di reale supporto a tutta la struttura aziendale.

Per il suo successo alcune condizioni sono necessarie: anzitutto ci deve credere il vertice aziendale che deve inserirlo alle sue dirette dipendenze; l’implementazione deve essere considerata un investimento e non un semplice costo; non basta la buona volontà, ma bisogna creare le competenze necessarie; l’approccio deve essere globale per monitorare sia rischi puri che i rischi finanziari.

Nella sicurezza sul lavoro - ha concluso Termini - occorre introdurre tecniche comportamentali moderne che tendano a migliorare i comportamenti individuali di fronte ad eventi inattesi. Occorre agire non solo sul controllo della sicurezza degli impianti e degli ambienti di lavoro, ma anche e soprattutto sui comportamenti umani».

Una analogia è quella della sicurezza stradale in cui i comportamenti individuali sono determinanti.

Molto si è fatto negli ultimi anni per migliorare le caratteristiche costruttive delle autovetture e della segnaletica stradale, ma poco o nulla per modificare i comportamenti di guida degli automobilisti. Condurre una vettura non è un comportamento individuale, come normalmente si ritiene, ma un comportamento sociale interattivo, essendo la risultante di tre elementi in relazione tra loro: la persona, il veicolo e l’ambiente esterno. Il guidatore attua comportamenti percettivo-visivi, opera condotte percettivo-motorie ed elabora stimoli spaziali e temporali. Quindi, l’organizzazione spazio-temporale dell’individuo é fondamentale per una buona condotta di guida. L’obiettivo europeo di ridurre del 50% i morti sulle strade entro il 2010 non potrà essere realizzato se non si interverrà sulle abitudini di guida degli italiani.

La corretta gestione di tutti i rischi aziendali fa ridurre gli infortuni sul lavoro e fa crescere il valore d’impresa nel tempo.