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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 802
RAGUSA - 10/10/2008
Attualità - Ragusa - L’edificio in vetro e cemento è la "cicatrice" della città

L´obbrobrio dell´ex palazzo Ina "oscura" la bella cattedrale

In attesa di scegliere che fine fargli fare, lo "scatolone" si prende la scena di piazza San Giovanni. E i turisti guardano...
Foto CorrierediRagusa.it

Non c’è da stupirsi se l’ex palazzo Ina (nella foto) non è motivo di orgoglio per una città che vanta un posto d’onore nel patrimonio Unesco. Di recente l’edificio in vetro e cemento, situato nel centro storico di Ragusa superiore e acquisito anni fa dal Comune, è finito nel mirino dell’ennesimo dibattito. A organizzare l’incontro è stata proprio l’amministrazione comunale. Il tema sempre lo stesso: «Che ne facciamo di questo scatolone?».

Tante le idee in cantiere per eliminare l’impatto devastante con la realtà barocca che circonda la struttura (proprio di fronte all’edificio, in piazza San Giovanni, si erge la maestosa facciata della cattedrale): vendiamolo, abbattiamolo, copriamolo con un dipinto, con vetri a specchio che riflettano la cattedrale, con dei fiori… Insomma, compriamolo in qualche modo, che stia alla larga dagli occhi dei turisti.

Tante idee, quindi. Si tratta di lavorare su quella giusta. Nel frattempo, però, si può sfruttare l’illuminazione: consente di fare veri e propri miracoli. È possibile ingrandire piccoli tesori architettonici e nascondere negli angoli della notte grandi obbrobri. In piazza San Giovanni, però, il miracolo è accaduto all’inverso: la notte avvolge quasi interamente la facciata barocca della cattedrale mentre, dal lato opposto, numerosi fasci di luce illuminano a giorno quella dell’ex palazzo Ina, mostrando forme e colori degli impianti di scarico dei condizionatori d’aria.

«Il tutto – protesta un commerciante della zona –sembra studiato per scoraggiare i pochi turisti che, quasi per errore, si imbattono nel centro storico di Ragusa superiore, ormai abbandonato a se stesso. È davvero sconcertante. Non possiamo nemmeno giustificarci, nei confronti di chi ci domanda il perché le meraviglie della cattedrale di San Giovanni siano affidate alla timida luce di due lampioni, puntando il dito contro il solito periodo di magra che obbliga tutti a risparmiare su tutto, perfino sull’illuminazione pubblica. A mettere in luce le ‘meraviglie’ dell’ex palazzo Ina – prosegue il commerciante – non ci sono solo i lampioni. Sarebbe stato poco. Una serie di fari sistemati sulla parte più alta dell’edificio garantisce infatti un’ottima illuminazione dei condizionatori d’aria che sporgono dalle finestre. Arte moderna… Non è da tutti apprezzarla».

Come spiega il Comune una situazione così paradossale? «Beh, certamente non è una situazione permanente – precisa l’assessore ai Beni culturali, Domenico Arezzo –. Piazza San Giovanni è stata oggetto di importanti lavori di riqualificazione, non dimentichiamolo; lavori portati a termine con ottimi risultati, anche se oggi alcuni di questi interventi necessitano di ritocchi. Comunque, l’illuminazione della facciata della cattedrale è un problema che non sarà trascurato. Abbiamo già messo mano a un progetto che valorizzerà maggiormente tutta l’area. È solo questione di tempi».

Non resta quindi che augurare all’amministrazione comunale buon lavoro. Con la speranza che il progetto venga alla luce al più presto. Dalla parte giusta, però.

La cattedrale al buio