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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:00 - Lettori online 1448
RAGUSA - 08/10/2008
Attualità - Ragusa - E poi la chiamano la provincia "babba"...

Stipendi da na-babbi per i dipendenti comunali di Ragusa?

Il dato emerge da un articolo pubblicato da "Il Sole 24 Ore",
ma il sindaco Nello Dipasquale smentisce qualsiasi ipotesi
Foto CorrierediRagusa.it

Ma i dipendenti del comune di Ragusa percepiscono stipendi da nababbi o no? Stando a quanto riportato dall’autorevole quotidiano economico «Il Sole 24 ore» i dipendenti di palazzo dell’Aquila percepirebbero ben 55mila euro annui. Ma questo dato viene contestato con fermezza dal sindaco Nello Dipasquale (nella foto) secondo cui quanto riportato dal «Sole» «risulta in contraddizione con l’indice estremamente positivo relativo al rapporto tra dipendenti a tempo indeterminato e popolazione, indice molto basso in quanto pari a 62 dipendenti ogni 10mila abitanti e che pone Ragusa al 13° posto in Italia, nell’ottica di un parametro evidentemente virtuoso. Il dato infine del costo unitario del personale, solo apparentemente critico, richiede un chiarimento.

Il dato riportato – prosegue il sindaco – emerge dal quoziente tra tutta la spesa di personale ed il numero del personale a tempo indeterminato, quello di ruolo, per intendersi. Ebbene, nel costo del personale secondo le codifiche di legge, sono compresi oltre alle paghe del personale di ruolo, anche i costi del personale non di ruolo. Nel caso di Ragusa, come è noto, il Comune sostiene la spesa di integrazione oraria di oltre 200 unità per cui – prosegue Dipasquale – il quoziente tra costo complessivo del personale e numero del personale di ruolo risulta particolarmente alto.

È proprio questo costo che fa lievitare il dato e non certo consulenze, indennità e dirigenze come astrattamente ipotizzato nell’articolo del quotidiano economico (trascurando evidentemente le realtà del precariato). Infatti – precisa Dipasquale – considerando nel calcolo anche il numero del personale a tempo determinato, per intenderci il personale con contratto di lavoro quinquennale ex lsu, il costo medio individuale si attesta ad 36mila 465 euro, in media contrattuale nazionale. Queste considerazioni peraltro escludono – conclude il primo cittadino – applicando questo ente gli stessi contratti collettivi del resto di Italia, che i dipendenti del comune di Ragusa percepiscano compensi più elevati degli altri enti».

In sintesi, rispetto ai 55 mila euro annui ipotizzati dal quotidiano economico, i dipendenti del comune capoluogo percepirebbero invece poco meno di 36mila 500 euro, vale a dire 18mila 500 euro in meno rispetto a quanto descritto nell’articolo del «Sole».


E GLI "STABILIZZATI" DOVE LI METTIAMO?

Proprio il comune capoluogo ha di recente stabilizzato un esercito di 221 precari dopo lunghi anni di incertezze sul futuro lavorativo per i diretti interessati. Con la firma dei contratti è stato sancito il passaggio per i 221 dal personale precario dell’ente al personale a tempo indeterminato. Inoltre, 4 dipendenti sono riusciti ad ottenere il «premio» di un contratto a tempo determinato dopo anni di «lavoro flessibile».

Tagliati fuori dal sospirato traguardo, almeno per ora, sono invece i 23 collaboratori non ammessi alla stabilizzazione perché privi dei requisiti necessari. Quali requisiti? Qualcuno, per fare un esempio, sarà in età pensionabile tra circa 6 mesi. Del resto, non pochi tra il personale chiamato a firmare nell’aula consiliare hanno visto realizzarsi il sogno di una vita: alle loro spalle ci sono 18 o 20 anni di precariato. I 221 precari stabilizzati si assommano ai 440 dipendenti di ruolo che già facevano parte della macchina burocratica comunale.