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RAGUSA - 03/10/2008
Attualità - Ragusa - Presentata la bozza di legge al teatro "Donnafugata"

Ragusa: tutelare le città d´arte

Bozza elaborata dall’associazione delle città d’arte «Cidac» Foto Corrierediragusa.it

Uno strumento indispensabile per la tutela del patrimonio artistico-culturale siciliano, ma anche un impegno che richiederà una rete di collaborazione costante. Queste le due facce della bozza di proposta di legge per la salvaguardia e la valorizzazione delle città d’arte presentata al teatro «Donnafugata» di Ibla in un incontro tra i sindaci di alcune città dell’isola, Soprintendenze siciliane e l’onorevole Fabio Granata, deputato alla Camera nella lista del PdL (capogruppo in commissione Cultura, Ricerca e Istruzione).

La bozza, elaborata dall’associazione delle città d’arte e cultura «Cidac», è stata illustrata nei suoi contenuti principali dal sindaco Nello Dipasquale che, in qualità di vice presidente del «Cidac», ha invitato i rappresentanti istituzionali presenti al summit a dare il loro contributo al perfezionamento del documento normativo entro il 10 ottobre. «Le vostre valutazioni e le vostre modifiche – ha detto il primo cittadino – saranno portate all’esame del Consiglio direttivo del ‘Cidac’; la proposta di legge in questione sarà quindi, entro il mese di novembre, consegnata ufficialmente al ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi».

Un documento con due facce, quindi: da un lato, infatti, la bozza – se tradotta in legge – comporterà per le città d’arte una serie di vantaggi (accesso a risorse finanziarie specifiche, agevolazioni fiscali, incremento delle misure di valorizzazione anche attraverso un apposito fondo); dall’altro lato, per poter beneficiare di questi strumenti, le città inserite nelle ‘Lista delle città d’arte’ dovranno impegnarsi concretamente per mantenere questo status (sono richiesti, ad esempio, atti di pianificazione urbanistica, tutela delle aree di valore monumentale, contenimento del degrado ambientale ed ecologico conseguente all’afflusso turistico, sostegno dei negozi storici, mantenimento dell’equilibrio quantitativo tra tipologie di esercizi commerciali aperti al pubblico ed esigenze di vivibilità dei residenti, equilibrio nel rapporto spazi verdi-spazi costruiti, risanamento dei centri storici).

Un impegno non da poco. Anche perché «la Commissione città d’arte – è scritto nella bozza – svolge periodiche verifiche sulla persistenza dei requisiti funzionali alla permanenza nella ‘Lista delle città d’arte’». La vera scommessa sarà però sulla capacità dei Comuni inseriti nella lista di creare una rete di collaborazione. «Questa è la sfida più importante contenuta nel disegno di legge – ha detto l’on Granata -. I vantaggi offerti dal documento sono notevoli, non c’è dubbio, ma questi vantaggi hanno un costo.

Un prezzo che le città d’arte possono sostenere solo facendo sistema e superando i confini fatti di riflessioni e problematiche limitate a una singola realtà. La bozza spinge in questo senso l’operato delle città e dei governi locali, che sono chiamati a mettere in rete le amministrazioni e le eccellenze del territorio». In che modo? «Con un piano di gestione intelligente – ha concluso Granata - che non permetta la chiusura di siti di primissimo ordine solo perché la competenza è di un ente, come la Regione, che al momento non dispone di fondi adeguati».

(Nella foto in alto da sx l´on Fabio Granata, il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale e l´architetto della Sovrintendenza Battaglia)