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RAGUSA - 29/09/2008
Attualità - Ragusa - La polemica nazionale interessa anche il Ragusano

Ascom sulle tabelle alcolemiche
"Sospendete il provvedimento"

Per Emanuele Brugaletta bisogna fare maggiore chiarezza Foto Corrierediragusa.it

L’ Ascom di Ragusa scrive al ministero del lavoro per chiedere che venga sospeso l´obbligo di esporre le tabelle alcolemiche nei locali pubblici. Nei giorni scorsi si è aperta una grossa polemica, a livello nazionale, sulle tabelle alcolemiche che pub, locali da asporto, pizzerie ed altro, avrebbero dovuto esporre già dalla scorsa settimana.

La questione è nata da questa disposizione ministeriale, che a detta di molte associazioni di categoria, è farraginosa, inutile alla risoluzione del problema dei giovani che fanno uso di alcolici, soprattutto al sabato sera. A tal proposito, è intervenuta anche l’ Ascom provinciale con il suo presidente Emanuele Brugaletta che, in una nota, spiega nei fatti in quali locali dovrebbero essere apposte queste tabelle a termine di legge.

"L’obbligo di esporre le tabelle con le indicazioni dei tassi alcolemici - dichiara Brugaletta - riguarda esclusivamente i locali ove si svolgono con qualsiasi modalità ed in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme di intrattenimento congiuntamente all’attività di somministrazione di bevande alcoliche, come espressamente richiamato dall’articolo 6 della legge 160 del 2 ottobre 2007.

Il problema è che, nei fatti, si continuano a citare tipologie di pubblico esercizio che non rientrerebbero nell’obbligo. Per intrattenimento sono da considerare quelle attività effettuate nei pubblici esercizi per le quali deve essere rilasciata la licenza prevista dal coordinato disposto dall’articolo 69 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931 n.773 con l’articolo 124 del regolamento di attuazione del testo unico, approvato con regio decreto 6 maggio 1940 n. 635 che impone il rilascio di tale licenza per qualsiasi specie di spettacolo organizzato nei pubblici esercizi».

Anche il segretario provinciale della Fipe-Confcommercio, Pippo Campo, precisa che «sono per le sopra esposte ragioni soggetti a dotarsi delle tabelle tutti i locali dove si effettuano le attività per le quali deve essere richiesta la licenza del citato articolo 69".

Brugaletta fa altresì sapere che «Confcommercio nazionale ha scritto al ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, chiedendo l’immediata sospensione del provvedimento in quanto la troppa genericità e la troppa sommarietà delle indicazioni contenute sulle tabelle per i tassi alcolemici le rendono di fatto inapplicabili».

Pure secondo la Fipe, spiega Campo, «la cartellonistica è inadeguata perché non riesce a fornire informazioni attendibili ai consumatori. Per esempio nei casi in cui la birra viene servita alla spina (casistica non riportata sulle tabelle) diventa estremamente difficile fare un rapido calcolo sulla qualità e sulla gradazione alcolica ingerite. Lo stesso dicasi per i cocktail, la cui percentuale di superalcolico è variabile e quindi difficilmente calcolabile dal consumatore».