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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:55 - Lettori online 1232
RAGUSA - 17/10/2016
Attualità - I numeri sono tutti in crescita

Numeri da record per il turismo ibleo. Settore in crescita

Lo studio del Censis non lascia dubbi Foto Corrierediragusa.it

I numeri sono tutti in crescita. Lo certificano non solo le presenze che si vedono nei centri storici delle città del sud est siciliano, la richiesta, e la nascita di nuove imprese nel settore dell’accoglienza, ma anche lo studio del Censis che ha preso in esame i dati relativi ad arrivi e presenze nella Sicilia negli ultimi cinque anni. Il dato più rilevante è la crescita nel sud est con gli Iblei a fare da traino visto che lo scorso anno nel Ragusano si sono registrati circa 220 mila arrivi (+15% rispetto al 2010) e 850 mila presenze (+16%), per una permanenza media pari a 3,9 giorni. Ed è in atto un vero e proprio boom della clientela internazionale. Tra il 2010 e il 2015 gli arrivi e le presenze degli stranieri sono cresciuti di circa il 60%. Nello stesso periodo a livello nazionale la crescita è stata del 25,7% per gli arrivi e del 16,6% per le presenze. Di contro, nel territorio di Ragusa i dati relativi alla clientela italiana, come altrove, sono in calo: -2% gli arrivi, -7% le presenze. Ne deriva che, in termini di presenze, la quota del turismo internazionale è passata in soli cinque anni dal 35% al 48%. L’altra buona notizia per la Sicilia e per la fascia sud orientale è la scommessa di Ryanair.

La low cost irlandese infatti, e certamente non a caso, ha deciso di puntare tutto sulla Sicilia e sulla Calabria per arrivare nel 2020 a 21 milioni di passeggeri trasportati nei quattro aeroporti siciliani e i due calabresi, Reggio e Lamezia dagli attuali 7 milioni. Kenny Jacobs, numero 2 di Ryanair, ha annunciato l’intenzione di aprire nuove rotte e rafforzare quelle esistenti a cominciare dal Catania-Roma che resta la tratta più battuta d’Italia con un milione di passeggeri trasportati. I quattro aeroporti siciliani, Palermo, Catania, Trapani e Comiso dovranno dunque attrezzarsi per accogliere nuove rotte e flussi di passeggeri più rilevanti e soprattutto favorire l’espansione della low cost che per il momento non ha annunciato nuove rotte ma si prepara a farlo con l’introduzione dell’orario estivo.

E’ chiaro che la Sicilia, grazie alle crisi che hanno investito gli altri paesi del Mediterraneo in termini di sicurezza e terrorismo, dovrà attrezzarsi e non solo dal punto di vista della crescita quantitativa dei servizi. I numeri diffusi dal Distretto degli Iblei che conta 19 comuni parlano oggi di 21 mila posti letto (erano meno di 17 mila nel 2010). Non bastano infatti micro imprese, case vacanza e BB rimediati alla meglio in case di proprietà ma bisogna puntare su strutture di qualità capaci di intercettare un mercato di fascia medio alta, sempre più selettivo ed esigente. Serve dunque qualità delle strutture, organizzazione dei servizi e soprattutto professionalità da parte di quanti operano nel campo turistico per non perdere un’occasione unica.