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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 937
RAGUSA - 13/10/2016
Attualità - Rumors sulla futura allocazione degli uffici giudiziari

Palazzo Tumino sarà la nuova sede del tribunale?

Ma chi sosterrebbe l’ingente spesa? E soprattutto perchè lasciare sottoutilizzato il palazzo di giustizia di Modica?
Foto CorrierediRagusa.it

L´avvocato Carmelo Scarso non molla la presa. Il penalista modicano, da sempre in prima fila sulla questione tribunale, pretende chiarezza dal sindaco di Ragusa Federico Piccitto e mette sul piatto anche una "ultimora" per certi versi eclatante sulla questione locali del tribunale: «So per certo - dice l´avvocato - che ci sono delle planimetrie che circolano già da tempo. Riguardano un immobile, nella fattispecie il centralissimo palazzo Tumino (foto), a pochi passi dalla stazione ferroviaria e dalla ex stazione degli autobus, capace di potere ospitare in tutta sicurezza uffici e servizi. Si starebbe quindi discutendo sull´ipotesi di trasferire in questi locali il tribunale, per risolvere il problema sicurezza che indubbiamente l’attuale sede di via Natalelli presenta, non essendo peraltro antisismica. Palazzo Tumino - prosegue il penalista - dovrebbe essere comunque riconvertito e adeguato alle nuove esigenze e mi giungono voci di un certo interessamento sulla possibile allocazione del tribunale in questa struttura nuova e antisismica, il cui costo, oltre che per l´affitto esoso, visto che paga una pubblica amministrazione, andrà a lievitare iperbolicamente per il complesso adeguamento alle necessità operative ed organizzative degli uffici giudiziari. Mi chiedo dunque - conclude l´avvocato Scarso - se tutto questo ha un senso quando a pochi chilometri c’è un palazzo di giustizia, ovvero quello di Modica, in perfetta regola e con tutte le garanzie».

Il già citato sindaco Federico Piccitto, che, almeno sulla carta, dovrebbe provvedere all’adeguamento dei locali dell’attuale tribunale e deve anche scontrarsi con le necessità di bilancio, vista anche la consistenza dell’investimento, ha chiuso, almeno per il momento la questione: «Il palazzo Tumino non è di proprietà comunale e non è previsto alcun intervento, almeno per quanto ci riguarda come amministrazione comunale».

L´avvocato Scarso ha chiesto al sindaco, con una lettera aperta, come pensa di risolvere il problema della sicurezza, anche alla luce dell’allarme suscitato dal recente sisma in Italia centrale. Dice ancora il penalista modicano: «La scala antincendio, dal costo di 350 mila euro, almeno nel progetto, ma certamente ben più costosa, è stata annunciata ma dopo ben tre anni mai realizzata. Chiedo al sindaco se gli risultano le «gravi criticità strutturali» del palazzo di giustizia a forte presenza quotidiana (più di 500 persone). Vorrei anche sapere come intende eliminare le criticità strutturali che affliggono l’attuale sede del tribunale».

Questione aperta, se non apertissima, dunque, anche perché il malumore tra gli utenti della struttura serpeggia, alimentata dai problemi quotidiani di gestione che permangono e dalla attualizzazione del pericolo terremoto. L’ipotesi palazzo Tumino certamente risolverebbe il problema e presenta indubbi vantaggi, visto che l’edificio ha migliaia di metri quadrati disponibili e si trova nel cuore della città. Ci sarebbe anche la possibilità di utilizzare il vicino parcheggio interrato di piazza Stazione. La domanda tuttavia è: chi dovrebbe provvedere alla spesa, certamente ingente? E soprattutto come si giustificherebbe questo investimento da parte del ministero di grazia e giustizia alla luce della spending review e della disponibilità di una struttura funzionale e già pronta, e al contempo sottoutilizzata, come il palazzo di giustizia di via Aldo Moro a Modica? Delle risposte si attendevano dal vertice fissato a Roma e rinviato sine die. Come dire: chi vivrà, vedrà.