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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 684
RAGUSA - 09/10/2016
Attualità - Forse si è arrivati alla quadratura del cerchio

Piano sanitario ibleo: tutto tutto, niente niente!

La riorganizzazione degli ospedali non mette tutti d’accordo con Ragusa che fa la parte del leone Foto Corrierediragusa.it

Una circolare che mette in subbuglio la vita, già difficile, degli ospedali iblei. O almeno del "Guzzardi" di Vittoria e del "Maggiore" di Modica, ormai classificati come nosocomi di secondo livello rispetto al polo centrale che è il "Civile" di Ragusa. Proprio questa riorganizzazione, che è stata introdotta con il nuovo Piano sanitario, ha indotto il direttore generale Maurizio Aricò a comunicare ai primari dei reparti di chirurgia di Modica e Vittoria di tenere in considerazione l’opportunità di indirizzare sul "Civile" i casi chirurgici più delicati. Recita la circolare firmata da Aricò: «Si invitano i primari a modificare le loro precedenti organizzazioni allo scopo di prevedere nel calendario delle attività ordinarie almeno due sedute dedicate alla chirurgia minore nelle rispettive sedi di ospedali di base. Si dispone che gli interventi di maggiore complessità vengano eseguiti presso la Chirurgia 1 (Ragusa) che fungerà da Hub della chirurgia aziendale». La circolare non è naturalmente passata sotto silenzio sia perché i primari di Modica e Vittoria con tutte le loro equipe si sono sentiti «declassati», quasi una «diminutio» professionale, pur rimanendo in un rigoroso silenzio, visto che gli interventi di maggiore complessità sono previsti al «Civile». Il senso della comunicazione ha inoltre insinuato dubbi nell’utenza visto che la circolare metterebbe in dubbio la reale potenzialità delle chirurgie a Modica e Vittoria con tutto quel che ne consegue.

Nulla di tutta questo si è affrettato a chiarire il direttore sanitario dell’Asp, Pino Drago: «Le chirurgie di Modica e Vittoria continueranno a lavorare come hanno fatto sempre. La circolare è stata motivata dalla nomina del nuovo primario al «Civile». Tutti i casi prima mandati fuori dalla nostra Asl potranno essere svolti a Ragusa. La libera scelta del paziente non si tocca, toccherà a lui scegliere dove farsi operare ma si deve sapere che se per certi interventi prima si andava a Catania ora è possibile farli a Ragusa».

Se non un passo indietro resta di sicuro la conferma che la circolare, così come è stata formulata, non è stata scritta nel migliore dei modi ed ha ingenerato alcuni fondati interrogativi in un campo minato e delicatissimo oltre a mettere in discussioni ruoli e competenze nei vari reparti interessati. I sindaci di Modica e Vittoria non erano troppo convinti di questo stato di cose, pur non avendo profferito parola nell´ultima conferenza dei sindaci convocata a Ragusa alla presenza dello stesso Aricò.

In una nota congiunta successiva al vertice chiedevano maggiori rassicurazioni che sarebbero in qualche modo arrivate sempre dallo stesso manager. Ma tra conferme, smentite, e stati d´animo differenti, la situazione resta sempre molto fluida e dunque incerta. Ad esempio l´on Orazio Ragusa e la senatrice Venerina Padua continua a non digerire il "trattamento" riservato al "Busacca" di Scicli. Ma le loro sembrano destinate a restare voci fuori dal coro. Almeno per il momento.

LA SITUAZIONE SANITARIA FINO AD OGGI
Il manager dell´Asp 7 Maurizio Aricò conferma e non cambia. Il piano sanitario per i comuni iblei resta così come era stato elaborato recependo le indicazioni dell’assessorato regionale alla sanità. Il direttore generale ha illustrato il piano alla conferenza dei sindaci che si sono limitati ad ascoltare e a manifestare, almeno formalmente, la loro adesione di massima. Nei fatti però è tutto da vedere perché c’è in corso una iniziativa del comune capoluogo, promossa dal sindaco Federico Piccitto, che si è rivolto al Cga e ha visto riconosciute alcune eccezioni sollevate dal punto di vista procedurale e vorrà quindi far valere in sede di approvazione del piano questo pronunciamento. C’è poi il sindaco di Modica Ignazio Abbate che annuisce quando parla con Aricò, ma pensa già ad una trasferta romana dal ministro della salute Beatrice Lorenzin e con la quale vuole fare valere le buone ragioni di Modica per quanto riguarda personale in pericolo a chirurgia e rianimazione. C’è ancora l´on Orazio Ragusa che difende a spada tratta il «Busacca» e, pur dovendosi ormai rassegnare all’idea che il nosocomio diventi ospedale di comunità, insiste per maggiori servizi alla faccia di tagli e risparmi. Dall’altra parte degli Iblei il presidente della commissione sanità Pippo Digiacomo sta in campana anche per il suo ruolo istituzionale e si limita a dire che Ragusa ha già dato in fatto di tagli e quindi è tutto sotto controllo.

Maurizio Aricò ha messo in rilievo il dato positivo del lieve aumento dei posti letto, da 780 a 830 in tutto, e ha confermato che l’ospedale di primo livello sarà a Ragusa, quelli di base avranno sede a Modica e Vittoria, rispettivamente con il «Maggiore» ed il «Guzzardi». Scicli e Comiso invece perderanno i pronto soccorso per via della vicinanza territoriale rispettivamente con Modica e Vittoria e diventano ospedali di comunità. Per il momento dunque tutti d’accordo, ma il fuoco cova sotto la cenere.

PIANO SANITARIO IBLEO TRA LUCI E OMBRE
La questione sanità e lo stesso piano aziendale del territorio ibleo sono ulteriore elemento di riflessione alla luce della sentenza del Cga che ha accolto l’appello cautelare promosso dal comune di Ragusa per la sospensione dell’atto aziendale dell’Asp 7 di Ragusa e degli atti di controllo dell’Assessorato Regionale alla Salute. La decisione cautelare impone al giudice di primo grado di affrontare nel merito ed in tempi assai rapidi le questioni poste dal Comune di Ragusa, che si è avvalso della difesa di Antonio Barone, Ordinario di Diritto Amministrativo nell’Università Lum di Bari. Il Cga ha accolto (seppur in via cautelare) la tesi argomentata da Antonio Barone secondo la quale l’Asp 7 di Ragusa ha adottato un atto aziendale in violazione della programmazione sanitaria nazionale e regionale. Inoltre il Cga ha accolto la tesi difensiva in base alla quale non è consentito all’assessorato regionale modificare in sede di controllo di conformità gli atti di programmazione sanitaria regionale. In particolare, l’atto aziendale dell’Asp 7 di Ragusa non ha previsto la istituzione a Ragusa di una stroke unit per la cura dell’ictus (con relativa unità operativa complessa di neurologia, ridotta ad ambulatorio) ed ha spostato da Ragusa a Modica le unità operative complesse di Malattie infettive e tropicali e di otorinolaringoiatria. Questo atto viola quel modello «hub & spoke» imposto dalla «Balduzzi» e da vari atti di programmazione regionale.

Per ammissione della stessa Asp, infatti, l’ospedale di Ragusa è l’unico ospedale di primo livello di tutto il territorio della ex provincia di Ragusa. E l’assessorato regionale alla salute, in sede di controllo, non ha evidenziato tale discrasia tra programmazione sanitaria e atto aziendale. Dice l’avvocato Barone: «Sarebbe tuttavia un errore leggere la decisione del CGA attraverso il prisma del campanilismo municipale, ormai francamente insostenibile nell’era della globalizzazione. La mancata attivazione a Ragusa della stroke unit per la cura dell’ictus, con la previsione di una sola stroke unit a Vittoria, costituisce un serio rischio per tutta la zona meridionale della ex provincia di Ragusa, visto che i tempi di percorrenza tra (da una parte) Modica, Ispica, Pozzallo, Scicli e (dall’altra parte) l’ospedale di Vittoria possono essere incompatibili con il trattamento dell’ictus.

Non è un caso che per sopperire a tale situazione ben due atti programmatori regionali avevano previsto l’istituzione della stroke unit di neurologia a Ragusa, poi cancellata nell’atto aziendale dell’Asp 7 di Ragusa. Analogo discorso può esser fato per l’unità operativa complessa di malattie infettive e tropicali, trasferita a Modica per ragioni legate alla emergenza sbarchi dei clandestini, quando invece proprio l’emergenza clandestini avrebbe suggerito l’istituzione di una nuova unità operativa coronarica (Uoc) a Modica, in aggiunta a quella già presente e a Ragusa. Non può, infine, sottacersi la questione finanziaria. La Regione Siciliana ha già investito circa 50 milioni di euro per la costruzione del nuovo Ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa. Al di là del dato tecnico, le questioni sottese al contenzioso tra Comune di Ragusa e Asp 7 di Ragusa coinvolgono direttamente i cittadini iblei ed i loro diritti fondamentali».