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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 561
RAGUSA - 08/10/2016
Attualità - Interviene sulla spinosa vicenda l’on Nino Minardo

"Buona scuola" solo sulla carta

"Occorre restituire dignità lavorativa anche a questa categoria di insegnanti" Foto Corrierediragusa.it

Molti insegnanti precari, a seguito dell’entrata in vigore della legge cosiddetta sulla «Buona scuola», dopo 36 mesi di contratti a tempo determinato rischiano di essere esclusi sine die dall’insegnamento. L´allarme viene lanciato dall´on Nino Minardo. "Si tratta - dice Minardo - di persone con un elevato grado di preparazione e che hanno maturato un’ esperienza professionale di molti anni. Tra l’altro, molte volte, questi docenti hanno un’età elevata e hanno familiari a loro carico. Bisogna ovviare a questo disagevole stato per questo ho chiesto al Governo di avviare iniziative normative al fine di assicurare ai suddetti docenti, la cui professionalità è evidente, la possibilità di insegnare a pieno titolo nelle scuole del nostro Paese. La normativa vigente non prevede l’ inserimento dei docenti nella scuola per i professori della cosiddetta III fascia con lo scorrimento della graduatoria. In assenza, pertanto, di una disciplina normativa specifica questi ultimi potranno essere esclusi dal limite dei 36 mesi dopo aver svolto un servizio identico, per mansioni e responsabilità, a quella dei colleghi di lavoro. Occorre sottolineare, tra l’altro, come la Corte di Giustizia sia intervenuta proprio sulla problematica degli insegnanti precari.

Alla luce della suddetta pronuncia appare evidente che risulta aleatorio - prosegue il parlamentare - il fatto che un lavoratore che abbia effettuato supplenze non possa ottenere un contratto a tempo indeterminato se non con l’ immissione in ruolo per effetto dell’avanzamento in graduatoria. E’ di fondamentale rilevanza a questo punto avviare per gli insegnanti di III fascia un nuovo percorso abilitante speciale (Pas) che permetta loro di insegnare a pieno titolo e in modo permanente nelle scuole del nostro Paese i quali, secondo la direttiva europea n° 36 del 2005, hanno maturato un vero e proprio diritto soggettivo all’ immissione in ruolo perché hanno svolto 3 anni di servizio in 10 anni. Un percorso importante - conclude Minardo - da avviare per dare dignità lavorativa anche a questa categoria di insegnanti".