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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 726
RAGUSA - 20/09/2008
Attualità - Ragusa - Sindacati sul piede di guerra contro la scure del ministro

Scuole primarie: il Governo taglierà altri 80 posti

Disagi tra precari a vita e classi sempre più numerose Foto Corrierediragusa.it

Se tagli e giro di vite fanno piangere non pochi uffici della pubblica amministrazione, la scuola statale già da tempo ha acquistato una buona partita di fazzoletti. Ne sanno qualcosa le primarie della provincia di Ragusa che, stando al parere di alcuni operatori scolastici, si troverebbero rispetto agli altri istituti del capoluogo ibleo in una situazione davvero precaria.

«Il riassetto dell’organico voluto dal ministro Fioroni nel precedente Governo – spiegano dal Provveditorato agli studi di Ragusa – ha prodotto i suoi effetti all’inizio di quest’anno scolastico con un taglio di ben 49 posti tra il personale docente delle primarie». Una scure che non si è abbattuta solo sul destino di molti insegnanti, «precari da 20 anni e senza alcuna speranza di assunzioni di ruolo per almeno altri 10 anni», ma anche sugli alunni, «costretti a subire – spiegano ancora dal Provveditorato – una situazione che si trascina da tempo tra supplenze ridotte e accorpamenti di classi in spazi esigui che invece di ospitare, come previsto, 20 alunni ne ospitano circa una trentina».

E non è tutto. Dopo il passaggio di scure da Fioroni al ministro Gelmini, «il prossimo anno – fanno sapere dal Provveditorato agi studi di Ragusa – le scuole primarie della provincia subiranno un ulteriore taglio tra il personale docente pari a circa 80 posti. Dal settembre 2009, infatti, con l’arrivo del maestro unico per le classi prime (152 in tutto il Ragusano, per un totale di 48 scuole primarie) gli attuali 228 docenti scenderanno più o meno a 152».

Cifre, queste, che si tradurranno in una drastica riduzione degli incarichi e in ulteriori accorpamenti di classi. «Ma anche in un taglio delle ore dedicate alla programmazione delle attività didattiche e al confronto tra i docenti – afferma Diego Ciranda, dirigente scolastico presso l’istituto comprensivo «Pascoli» di Ragusa –, per non parlare di un ritorno al maestro tuttologo che, con un salto indietro di 20 anni, cancellerà tante attività didattiche specifiche ormai consolidate. Per quanto riguarda la ‘Pascoli’, la riforma ‘Gelmini’, come se non bastasse la sforbiciata voluta dal precedente Governo, metterà a rischio per il prossimo anno circa 6 posti e buona parte del lavoro svolto fino ad oggi per garantire l’efficienza di tutte le nostre attività formative ed educative».

«Lo stato di agitazione rimane e, se nulla dovesse cambiare, potrebbe sfociare in uno sciopero – avverte Antonio Palermo, segretario provinciale Cisl scuola –. Tuttavia i motivi per sperare in una soluzione che eviti l’accendersi della protesta sulle piazze ci sono. Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha inviato di recente una lettera al ministro dell’Istruzione per ottenere la restituzione di 600 posti per i docenti siciliani di tutte le scuole, dalle primarie alle secondarie. E, a quanto pare, il ministro si è dichiarato disponibile a restituirci… qualcosa».

Quanto di questo «qualcosa» spetti alle scuole primarie di Ragusa – e soprattutto ai bambini che si ritrovano loro malgrado su una nave piena di falle che ha navigato per anni in un mare di sprechi e gestioni poco lungimiranti – è difficile da stabilire. Briciole, probabilmente. I resti di una «fame bulimica» che oggi presenta il suo conto.

(Nella foto in alto la sede del provveditorato agli studi di Ragusa)