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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:41 - Lettori online 1453
RAGUSA - 30/09/2016
Attualità - I dati resi noti da Coldiretti

Non tutto va liscio come l´olio!

Nel Ragusano le aziende devono anche fare i conti anche con la mosca dell’olivo Foto Corrierediragusa.it

Parassiti e avverse condizioni meteo al tempo della fioritura. L’olivocultura siciliana, e italiana in genere, è in crisi. In Sicilia la stima della produzione prevede un poco rassicurante -42 per cento. La situazione è generalizzata in tutta la Sicilia e si aggira attorno a questa cifra anche nel Ragusano. Il dato è della Coldiretti siciliana che segnala come nel 2015 la produzione è stata di oltre 52 mila 400 tonnellate mentre nel 2016 si prevede un raccolto di circa 30 mila 400 tonnellate. La differenza di 22 mila tonnellate preoccupa quindi gli agricoltori di intere aree dell´isola. "Nelle zone dell´ennese - rileva la Coldiretti Sicilia - la raccolta è scarsa per via della cascola causata da attacchi parassitari e bombe d´acqua. In provincia di Caltanissetta il calo potrebbe toccare il 50 per cento e si teme un rincaro elevato dell´olio che sarà disponibile. La situazione è pressoché simile in tutta l´Isola. Ad Agrigento si prevede un calo del 60 per cento rispetto all´anno scorso e addirittura a Palermo si toccano punte dell´80 per cento in meno».

Nel Ragusano le aziende devono anche fare i conti con il «Bactrocera aleae», volgarmente conosciuto come la mosca dell’olivo. E’ un insetto appartenente all´ordine dei ditteri che infesta con le uova e larve interi raccolti di olive. In un´annata di poca produzione, la terza consecutiva di «scarica», la mosca olearia, alimentata dalle calde temperature estive, ha gravemente compromesso i raccolti. E’ stata l’umidità nei mesi di luglio e agosto a far sì che sciami di parassiti intaccassero i frutti proprio in quella fase in maturazione.

Annata magra dunque sotto tutti i punti di vita e si prevede che i prezzi del prodotto finito schizzino in alto. Da verificare cosa succederà con l’olio provenienti da altri paesi mediterranei con i quali l’Unione europea ha stretto accordi. E’ prevedibile che l’olio marocchino e tunisino invada i mercati grazie a prezzi più competitivi e toccherà ad associazioni di categoria ma soprattutto ai consumatori tenere alta l’attenzione per garantirsi un prodotto a km zero.