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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1327
RAGUSA - 20/09/2016
Attualità - L’allarme lanciato da Federconsumatori

Quasi tutta la Sicilia a rischio sismico

I soldi sono stati assegnati con una determina firmata nello scorso marzo dal dirigente della Protezione civile regionale Foto Corrierediragusa.it

Diciotto milioni di euro per mettere in sicurezza gli edifici, soprattutto pubblici, in Sicilia. Sono stati assegnati con una determina firmata nello scorso marzo dal dirigente della Protezione civile regionale. Di questa somma, una goccia rispetto al fabbisogno di un’isola che si trova per i due terzi in una fascia a rischio sismico 1 e 2, non è stata spesa alcuna porzione per i soliti cavilli e le lungaggini burocratiche. La Sicilia, area sismica per eccellenza, si sposta di 0.5 cm verso Nord spinta dalla massa africana ed è soggetta a continui, seppur leggeri movimenti. Sull’onda dell’emozione, ma anche delle criticità emerse in occasione del terremoto del 24 agosto nel centro Italia, Federconsumatori Sicilia è intervenuta nel dibattito ricordando che il 70% del patrimonio edilizio siciliano si trova in aree a rischio sismico elevato e che 356 comuni (su un totale di 390) sono situati nelle due più elevate zone di rischio: 27 nell’area a rischio 1 (La zona dello Stretto e del Belice nel trapanese) e 329 nell’area a rischio 2 (Sicilia sudorientale, tra cui i Monti Iblei). Solo in 34 comuni si può vivere più tranquillamente (fascia 3 e 4, scuotimenti modesti e zona meno pericolosa), la parte centrale della Sicilia.

A illustrare la drammaticità della situazione isolana è il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa, che ha commentato: «Quando parliamo di rischio sismico nella nostra isola sappiamo tutto ma non facciamo niente: solo 145 Comuni sui 390 totali hanno un piano di emergenza per il rischio sismico. Solo 58 Comuni (su 282 classificati ad alto rischio) si sono dotati di uno studio di microzonizzazione sismica. Un numero irrisorio, drammatico. Occorre avviare un piano di monitoraggio strutturale di vulnerabilità sismica del patrimonio pubblico isolano, a partire dalle 4 mila 894 scuole e 398 ospedali esistenti – afferma La Rosa – Ciò consentirebbe di attivare un piano di prevenzione e messa in sicurezza in grado di individuare gli edifici più fragili per i quali è necessario intervenire in maniera prioritaria con interventi di consolidamento». Non meno delicata la situazione del patrimonio edilizio privato.

Ci sono infatti un milione 700 mila abitazioni in area a rischio sismico. L’Enea stima che il 70 per cento del patrimonio edilizio siciliano è in zona ad alto rischio sismico ed è così suddiviso: 171 mila edifici sono stati costruiti tra il 1919 e il 1945, altri 223 mila tra il 1946 e il 1960, 259mila tra il 1961 e il 1970, tutti costruiti prima della legislazione antisismica.Nonostante negli ultimi anni sull’isola non sono stati registrati eventi catastrofici è pur vero che l’attività sismica non si è mai fermata. La Rete sismica nazionale (Rsn) e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) hanno registrato nel solo anno 2014 circa 490 eventi sismici superiori a magnitudo 2; 70 nel solo mese di ottobre e 63 ad agosto.