Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1024
RAGUSA - 13/09/2016
Attualità - L’assessore regionale alla sanità non intende fare passi indietro

Niente pronto soccorso a Modica e Scicli?

Il manager dell’Asp di Ragusa Aricò evidenzia la correttezza delle scelte fatte nell’atto aziendale Foto Corrierediragusa.it

"O si fa così o me ne vado": l’assessore regionale alla sanità Baldo Gucciardi (foto) non intende cambiare di una virgola il nuovo piano sanitario regionale che entrerà in vigore entro il 2017. Il piano non è ancora noto nei dettagli ma la sua filosofia e la sua struttura sono definite. Dice Baldo Gucciardi: «La nuova rete non nasce dall´esigenza di risparmiare o tagliare risorse finanziarie, ma da quella ben più importante di assicurare a tutti i cittadini, ovunque si trovino, una tempestiva ed efficace assistenza, specie nelle ipotesi di patologie acute gravi, a tutela della loro vita e della loro salute". Il piano sarà illustrato a breve alle organizzazioni sindacali per poi essere depositato in commissione Sanità dell´Ars. Il passaggio successivo sarà la presa d´atto da parte della giunta, quindi la nuova rete sarà operativa. La nuova rete, organizzata sul modello ´hub´ (centro operativo) e ´spoke´ (ospedale di secondo livello), ospedali di base, ospedali di zona disagiata e di comunità, inscindibilmente legata al sistema dell´emergenza territoriale del 118, è stato pensato per garantire un costante presidio medico per i cittadini.

IL PIANO SANITARIO NEI DETTAGLI
Le strutture sono classificate in ospedali di primo livello (15) e secondo livello (l´Arnas Civico a Palermo, il Cannizzaro a Catania e il Policlinico di Messina), ospedali di base (23), ospedali di zone disagiate (come Lipari, Bronte, Corleone, Petralia e altri tre presidi periferici) e ospedali di comunità (Scicli, Noto e Militello Val di Catania, dove resteranno solo i malati cronici). Il piano divide la Sicilia in 4 bacini da un milione e 600 mila abitanti: Messina, Caltanissetta-Enna-Agrigento, Catania- Ragusa-Siracusa, Palermo-Trapani. Gli ospedali che insistono in ogni bacino avranno compiti diversi nell´ambito dell´emergenza-urgenza (alcuni saranno riferimento per i politraumi, altri per l´infarto, altri ancora per l´ictus).

IL BACINO DI RAGUSA-SIRACUSA-CATANIA
Per Ragusa il dipartimento di emergenza e accettazione di secondo livello è l´ospedale Cannizzaro di Catania, che è riferimento (hub) per l´intero bacino. Gli spoke (ospedali di secondo livello) sono l´Arnas Garibaldi a Catania, il Policlinico di Catania, l´ospedale di Caltagirone, l´ospedale Maria Paternò Arezzo a Ragusa e l´Umberto I a Siracusa. Le strutture di base sono gli ospedali riuniti Vittoria-Comiso e Modica-Scicli. Scicli diventa ospedale di comunità e, così come Comiso, perde il Pronto soccorso. La centrale operativa del 118 per il ragusano rimane all´ospedale Cannizzaro a Catania. Le ambulanze medicalizzate saranno a Pozzallo (2), Chiaramonte Gulfi (2), Scoglitti, Comiso e Modica.

Per gli ospedali iblei nulla di più o meno quanto non si sapesse perché viene confermata la perdita dei Pronto soccorso e l’accorpamento con Modica e Vittoria. Il decreto Balduzzi, recepito in Sicilia, prevede che non ci sia
Pronto Soccorso dove non ci sono almeno 20 mila accessi, e quindi non c´è ospedale ma solo strutture territoriali di supporto. La direttiva spinge il sistema verso la applicazione completa della Balduzzi entro il 31 dicembre 2017 ma definendo sin da ora le modalità, azienda per azienda. Questo garantirà al Ministero la adesione della Sicilia allo sforzo nazionale, aprendo le porte alle assunzioni. Maurizio Aricò, direttore generale dell’Asp 7 di Ragusa commenta: «Per quanto riguarda la nostra Azienda, viene ribadita la correttezza delle scelte fatte nell´atto aziendale, già largamente ispirato alla Balduzzi, proseguendo nel processo che ci porterà ad una azienda più organizzata ed efficace, nel rispetto del contributo di tutte le aree territoriali, ciascuna per la sua vocazione».