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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1214
RAGUSA - 20/08/2016
Attualità - Quattro mila bottiglie di plastica al giorno conferite

Le bottiglie di Battaglia

"Il comune ha la privativa sui rifiuti ma non sui prodotti di recupero" Foto Corrierediragusa.it

Quattro mila bottiglie di plastica al giorno. Sono 80 mila in 20 giorni e la "battaglia delle bottiglie" è cominciata perché bisogna stabilire di chi è il titolo di proprietà del materiale autocompattato nelle apposite macchine. Per Damiano Battaglia, giovane imprenditore, titolare di due ecompattatori presso un supermercato in città e uno a Marina non ci sono dubbi. «La plastica è mia –dice Battaglia- Le macchine sono regolarmente posizionate in uno spazio privato grazie ad una convenzione sottoscritta con i supermercati interessati e quale titolare delle macchine il prodotto di risulta è mio. Il comune ha la privativa sui rifiuti ma non sui prodotti di recupero». Questa la tesi dell’imprenditore che si è rivolto al proprio legale per vedere applicato il Testo Unico sull’Ambiente, le cui norme, a suo dire, parlano chiaro. Il caso delle bottiglie riciclabili e soprattutto dei contenitori autocompattanti è emerso grazie ad una lettera aperta che un nostro lettore aveva inviato in redazione ed allo stesso Battaglia. Il lettore segnalava come una iniziativa lodevole sotto tutti i punti di vista era bloccata dall’impossibilità di conferire con regolarità negli stessi contenitori. «I cittadini sono molto arrabbiati- dice Damiano Battaglia- La ditta incaricata del ritiro della plastica lo fa solo tre volte al giorno ma i contenitori restano pieni perché vengono riempiti a ritmi alti per cui molti devono ritornare con il loro prodotto a casa o provvedere altrimenti».

Battaglia è pronto ad installare altre macchine in altre zone della città ma al momento si è bloccato per il contenzioso aperto con il comune. «Ho fatto un investimento notevole –dice– ma finora nessun ritorno per la posizione assunta dall’amministrazione che a parole si dichiara ecologista ma nei fatti blocca un’iniziativa apprezzata e molto salutare per tutto il territorio». Il caso finirà in tribunale ma nel frattempo la plastica resterà in giro perché le macchine lavorano a ritmo ridotto. Per l’assessore all’Ambiente, Antonio Zanotto, il caso non esiste. I rifiuti sono della ditta appaltatrice che ne dispone come ritiene più opportuno.

LA LETTERA DI UN LETTORE SULLA DIFFERENZIATA ALLA NOSTRA REDAZIONE
Differenziata difficile. Tanti gli annunci, molti i buoni intendimenti ma se le percentuali di raccolta del prodotto differenziato non aumentano un motivo ci deve essere e forse può essere utile una testimonianza di un nostro lettore che è solito trascorrere le sue vacanze a Marina di Ragusa che viene definito «Un posto meraviglioso del sud est siciliano, unico per la sua naturale bellezza". Scrive Giuseppe Firrone alla nostra redazione: «Ho letto che per il sesto anno consecutivo Marina di Ragusa ha ricevuto la Bandiera Blu per le spiagge, assegnata dalla Fee per qualità delle acque, qualità della costa, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale, ma che purtroppo anche volendo, non posso condividere in pieno. Infatti ritengo, nonostante l´impegno di tutti i cittadini residenti che dimostrano con forte senso di appartenenza un´ineguagliabile dimostrazione di ospitalità, purtroppo si nota una scarsa attenzione dell´ amministrazione comunale al limite del rischio sanitario. L´incuria e l´inefficiente programmazione sulla pulizia delle vie, delle bellissime spiagge e dei servizi igienici non adeguati al flusso turistico, avvertita e denunciata dai residenti lascia l´amaro in bocca».

Il turista-lettore entra poi nello specifico: «Emblematico, e al limite del ridicolo, per esempio è notare in un supermercato, una macchina per la raccolta differenziata per le bottiglie di plastica, accerchiata da cittadini ordinati in fila, ma che furibondi non potevano conferire alcunché perchè saturi. Un servizio accolto bene dai cittadini e turisti, che entusiasti e coinvolti vogliono partecipare alla tutela del loro ambiente ma che sfiduciati in un battibaleno prendono atto di un illogico ennesimo disservizio utile solo ad alzare irragionevolmente le aspettative. E a pensare, mi dicono, che tale iniziativa nasce da giovani imprenditori ragusani che spronati e coinvolti dai proclami del sindaco sull´educazione ambientale e sulla necessità di aumentare la raccolta indifferenziata, decidono privatamente di investire i propri soldi per poi scoprire l´inettitudine dell´amministrazione comunale che, paradossalmente, non fa svuotare i raccoglitori, lasciandoli inspiegabilmente saturi e dunque spenti. Credo dunque che non basti - conclude il lettore - riempire le vie di Marina con lavagne digitali che suggeriscono pulizia e raccomandano la raccolta differenziata».