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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 577
RAGUSA - 14/08/2016
Attualità - Ferragosto tra alti e bassi: traffico intenso per il rientro in città

"Bivacchi" in spiaggia, turismo in crescita

Non sono mancati "spettacoli" indecorosi e via vai di ambulanze Foto Corrierediragusa.it

Le spiagge iblee, da Scoglitti a S. Maria del Focallo sono state invase nella notte di Ferragosto da migliaia di persone, giovani soprattutto, che hanno scelto il Ragusano per accogliere la giornata ferragostana. Nonostante gli annunci, le ordinanze, e i divieti le spiagge sono state «tappezzate» da tende e mega ombrelloni che hanno fatto da riparo a gruppi familiari e non che hanno "bivaccato" sulle spiagge. Gli chalet hanno offerto musica e intrattenimento per una notte lunghissima che ha visto, soprattutto a Sampieri, un andirivieni di ambulanze per soccorrere giovani in preda ai fumi dell´alcol e di droghe. Una giornata pesantissima che ha lasciato immondizia di ogni tipo sugli arenili. annuncia un altro giorno intenso. Scoglitti, Sampieri, Pozzallo, e S. Maria del Focallo sono state le spiagge che hanno vissuto più di altre l’invasione delle tende. Le Forze dell’ordine hanno lavorato di continuo per arginare in qualche modo l’invasione e regolare l’intenso flusso di traffico che è cominciato già nel pomeriggio di domenica.

TURISMO ENOGASTRONOMICO PER FERRAGOSTO NEGLI IBLEI
Gli Iblei tirano, come dimostrano le migliaia di presenze di questi giorni (nella foto in alto turisti sulla scalinata di San Pietro a Modica), ma il territorio non riesce ancora a fare sistema. L´estate 2016 ha fatto registrare grandi numeri con aumenti di presenze che sfiorano un + 20 per cento ma i dati diffusi dall´Otie (Osservatorio sulle Isole europee e commissionato da Confesercenti dovrebbero fare riflettere molto gli amministratori e quanti reggono le sorti del turismo in Sicilia perchè a fronte di numeri oggettivamente positivi le proiezioni e i grafici dicono che i siti Unesco siciliani, Val di Noto compreso, rendono poco rispetto alle loro potenzialità. Con una ricaduta di 6.3 milioni di euro l´anno i 12 comuni Unesco del Val di Noto si piazzano secondi rispetto alle cattedrali di Monreale e Cefalù (6.5 milioni) e molto prima della necropoli di Pantalica, 2.89 milioni.

Il brand Unesco tira e il fatto che in Sicilia con un 12mo della popolazione nazionale ci siano il 20 per cento dei siti Unesco italiani dovrebbe costituire una ricchezza senza fine. Negli anni sono aumentate strutture ricettive e della ristorazione, con punte anche di qualità, sono sorte iniziative imprenditoriali innovative spinte soprattutto dai giovani e l´intrattenimento, spesso anche gratuito soddisfa la clientela che arriva in Sicilia. I siti Unesco, tuttavia, sono poco "sfruttati" dal punto di vista imprenditoriale e il rapporto Otie individua nella mancanza di piani di gestione dei siti il punto debole della catena. Chiese, monumenti, sparchi archeologici non "catturano" il turista, perchè non sono in rete.

E´ una mancanza che l´Unesco ha più volte sottolineato criticando un certo modo di affrontare la gestione dei siti. Uno dei punti deboli individuati è la polverizzazione di sigle e organismi che dei siti e dei territori dovrebbero occuparsi. Tanti, troppi, perchè spesso e volentieri entrano in rotta di collisione con le loro iniziative o addirittura si contrastano a vicenda. C´è per esempio un Distretto turistico del Sud-est, uno degli Iblei, c´è il Cunes (Coordinamento dei comuni Unesco della Sicilia) ma paradossalmente questi enti si parlano poco e niente e di piani di gestione dei siti neanche a parlarne. Nessuno pensa in termini concreti, per esempio,a legare le cattedrali di Noto, Ragusa, le chiese di Modica e Scicli facendone un unicum e offrendo opportunità facili, veloci e culturalmente valide per la visita. I turisti arrivano, spesso in modo individuale, ma trovano tante difficoltà nell´organizzazione di visite e percorsi che spesso e volentieri sono rimandate alla loro stessa intraprendenza o a quella di albergatori che agiscono in proprio.

Il primo piano di gestione sarebbe quello di avere un unico portale dove fare confluire informazioni in più lingue, con grafica di facile lettura, aggiornamenti continui, e una serie di informazioni (dal tempo agli orari dei trasporti pubblici, alle chiese aperte) che rendano la giornata facile e fruttuosa. Per non parlare del merchandising, tuttora quasi inesistente, se non la paccotiglia che si vende nei pressi dei monumenti più visitati mentre bisognerebbe creare un marchio Unesco da applicare a prodotti di qualità omogenei per tutto il territorio e da vendere proprio all´interno dei siti.