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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 963
RAGUSA - 04/08/2016
Attualità - Passa il ddl

Nell´Ipparino lo stop al caporalato arriva da Roma

Specifica disposizione che interessa le imprese agricole del Sud Foto Corrierediragusa.it

Per il ministro Maurizio Martina (foto) il sì al ddl contro il capolarato e il lavoro nero è «Cruciale per sradicare una piaga inaccettabile, come la mafia. Ora mi auguro - dice il ministro - che la Camera faccia presto e renda definitivo il provvedimento. La nuova legge rafforza gli strumenti di contrasto civili e penali, colpendo i patrimoni con la confisca e rendendo più forte la Rete del lavoro agricolo di qualità. È una battaglia che ci riguarda, tutti, a partire dal mondo agricolo che si mette alla guida del cambiamento. Negli ultimi dodici mesi – ha detto ancora Martina - abbiamo alzato il livello di risposta dello Stato contro i caporali. I controlli sono aumentati del 59% in un anno, sono operative task force nei territori a rischio dove le ispezioni vengono portate avanti da ispettori del Lavoro insieme a Carabinieri e Corpo forestale». All’interno del disegno di legge è stato poi introdotta una specifica disposizione che interessa le imprese agricole del Sud ed in particolare quelle operanti nella fascia iblea. La norma consente infatti di superare il contenzioso apertosi negli scorsi anni tra l’Inps e le aziende in fatto di riallineamento contributivo. Le aziende hanno infatti applicato i benefici contributivi grazie ad accordi provinciali e organizzazioni sindacali locali che hanno ripreso quelli sottoscritti dalle sigle maggiormente rappresentative sul piano nazionale. A questi accordi, per la legge, veniva riconosciuta «validità pari a quella attribuita ai contratti collettivi nazionali di lavoro di riferimento».

Tuttavia a partire dal 2006 l´Inps a Ragusa ha eseguito verifiche ispettive a seguito delle quali, mutando più volte orientamento all´interno di un quadro normativo sempre più incerto con il passare del tempo, ha sanzionato numerose aziende, disconoscendo la validità degli accordi e recuperando le agevolazioni contributive fruite tramite la notifica di verbali "milionari". Insomma, la conseguenza di tutta questa faccenda è stata quella di rischiare di mettere in ginocchio quelle imprese agricole che, credendo di aver agito nel rispetto della legalità e in perfetta trasparenza, avevano sottoscritto i contratti con l´assistenza delle parti sociali. Il contenzioso con l´ente previdenziale, infatti, è tuttora in corso e senza una veloce risoluzione della questione si avrebbero danni imponenti per il settore agricolo. Basti pensare che nel territorio ibleo sono attive quasi 11mila aziende agricole, con un fatturato di 800 milioni annui e a quelle multate è prevista la preclusione di ogni forma di accesso al credito, il rilascio del Durc, la partecipazione ai bandi del Psr ed alla fruizione della Pac. Insomma, effetti disastrosi per aziende strutturate e che rappresentano un punto di riferimento nell´economia del territorio e del Sud della Penisola.