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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 299
RAGUSA - 01/08/2016
Attualità - La vicenda del cancello che inibisce l’accesso all’arenile

Spiaggia Canalotti: interrogazione Dem

Ad estate ormai inoltrata non si intravede una soluzione e breve termine Foto Corrierediragusa.it

L´estate è ormai inoltrata ma sul caso della via d’accesso interdetta verso la spiaggia dei Canalotti, a Randello, nessuna spiegazione è giunta dall´amministrazione Piccitto. Alla luce di ciò il capogruppo del Pd Mario D’Asta, ha deciso di vederci chiaro, presentando una interrogazione con risposta scritta al sindaco di Ragusa. L’esponente dem, nell’atto ispettivo, evidenzia, si legge testualmente, "Come lascia perplessi la realizzazione di una strada completamente abusiva, senza alcun progetto, senza nulla osta urbanistico". «Una strada che, tra l’altro – dice D’Asta – risulta sprovvista del minimo requisito di sicurezza. Anzi, è stata installata una sbarra che impediva l’accesso dall’esterno. Sbarra che, adesso, è stata aperta solo per il clamore mediatico che la vicenda ha suscitato. Ecco perché chiediamo che l’Amministrazione comunale ci chiarisca come sia stato possibile arrivare sino a questo punto». Il consigliere del Pd chiede il ripristino originario dei luoghi. E soprattutto che per tutti sia possibile accedere alla spiaggia dalla strada in questione. «Perché non è possibile – afferma ancora D’Asta – che questo scorcio di litorale sia interdetto alla balneazione. Altrimenti la valorizzazione turistica di questo sito rischia di essere minata alle fondamenta. E poi il Comune chiarisca se non c’entra niente, e quindi assuma le determinazioni conseguenti, un’altra volta in maniera tempestiva, e non in palese ritardo, come sta accadendo ora, oppure se ci sono documenti che supportano tali scelte adottate dai cittadini residenti che, in ogni modo, cozzano con il fatto che ci stiamo riferendo a una zona Sic. Da qualche tempo a questa parte, purtroppo, Randello continua a essere presa di mira in maniera incessante anche se non si capisce perché. Si vuole attentare alla bellezza naturale di questi luoghi. E il Comune deve fare il possibile per impedirlo».

LA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE REGIONALE ECODEM GIGI BELLASSAI
Anche il presidente regionale Ecodem Gigi Bellassai interviente sulla delicata vicenda: "In una delle spiagge di Moltalbano, più belle e suggestive della Sicilia - scrive Bellassai - si sperimenta l´inconcludenza politica del nostro territorio, incapace di valorizzare a fini turistici virtualità ambientali e naturalistiche di straordinaria bellezza. Si lascia che privati cittadini chiudano l´accesso all´arenile delle Spiaggia d Canalotti, con la latitanza istituzionale del Comune di Ragusa, che consente ad un privato, senza alcun titolo - ribadisce Bellassai - la chiusura di un accesso carrabile che l´Ente locale stesso aveva costruito quale opera accessoria, nel contesto del lavoro pubblico finalizzato alla realizzazione rotatoria e della piazza di Punta Braccetto.

Viene inoltre realizzata impunemente una strada completamente abusiva senza alcun progetto, senza alcun nulla osta urbanistico e priva di ogni requisito di sicurezza, nella quale inopinatamente era stata anche apposta una sbarra altrettanto abusiva, aperta solo per le grandi pressioni dell´opinione pubblica. Su tale circostanza - dice Bellassai - occorre fare subito chiarezza, ripristinando lo stato dei luoghi e consentendo l’ordinato accesso carrabile o in alternativa organizzando un servizio navetta pubblico dal parcheggio, per rendere fruibile uno dei litorali più attraente della costa, ma - conclude - assolutamente privo di ogni servizio".

LE INIZIATIVE DI FARE VERDE VITTORIA
Fare Verde ha di recente scritto nuovamente al Dirigente Responsabile dell´Ust di Ragusa Arcadipane, ribadendo la ferma determinazione ad avere esaurienti risposte pubbliche su quanto accaduto nell’area dei Canalotti. "Come si ricorderà - scrive Fare Verde - un soggetto privato, nel realizzare lavori di recinzione di proprietà in terreni, pare di sua pertinenza, è intervenuta asportando il cancello di proprietà della Forestale posto ad inizio del sentiero sulla scogliera realizzato con fondi europei nell’ambito del progetto «Life Leopoldia». E´ stato riposizionato il cancello, previa rituale immersione in bagno di cemento dei plinti, nella strada, a quanto pare abusivamente creata in meno di 24 ore in terreno privato, ma in area con vincoli paesistici ed archeologici.

La nostra Associazione - si legge ancora testualmente nella nota di Fare Verde - sin dal primo momento ha fatto presente al responsabile Ust, vista la delicatezza del caso, la urgenza di dare chiarimenti pubblici su eventuali autorizzazioni rilasciate al privato, ma fino ad ora il Dottor Arcadipane ha ritenuto chiudersi in un riserbo che riteniamo incomprensibile. Fare Verde - chiude la nota - ritiene di aver civilmente posto questioni di rilevanza pubblica notevole e sarebbe veramente grave da parte di Alti funzionari pubblici proseguire in questo pesante , assordante e paradossalmente esplicativo silenzio".