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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 963
RAGUSA - 12/09/2008
Attualità - Lo ha deciso il Tar di Palermo dopo il ricorso di Legambiente

Stop alla caccia in Sicilia fino
al 26 settembre, l´Oipa esulta

La stagione venatoria era cominciata in anticipo Foto Corrierediragusa.it

In Sicilia è stop alla caccia e l’Oipa (organizzazione italiana protezione animali) esulta. Il fermo durerà almeno fino al 26 settembre quando in Tribunale saranno discussi i profili di legittimità degli avvocati di Legambiente Sicilia, grazie al cui intervento il Tribunale amministrativo ha deciso di sospendere in via cautelare l’attività venatoria autorizzata con decreto del 21 luglio 2008 e iniziata il 1° settembre scorso.

Ogni anno muoiono migliaia di animali sotto i fucili dei cacciatori. Questi ultimi, unico caso in Italia, sono autorizzati, durante la stagione venatoria, ad entrare nei campi e nelle proprietà private. Fra Stato e cacciatori esiste un rapporto di mutuo scambio: voti in cambio di consensi alla caccia, alias soldi. Abbiamo dovuto assistere alla sconcertante apertura anticipata della caccia al 1° settembre, con gravissime conseguenze per la natura, visto che, insieme ai genitori impallinati barbaramente dai cacciatori o rincorsi e uccisi dai cani, muoiono anche i cuccioli, di fame e di sete, situazione aggravata ancor più da una torrida estate siciliana che ha messo in ginocchio la fauna oramai stremata da incendi e siccità, per cui non abbiamo potuto che indignarci di un calendario venatorio irrispettoso della natura.

«Questo breve lasso di tempo che viene concesso agli animali prima di una drastica morte è un vero respiro di sollievo per loro e per tutti noi animalisti che non vorremmo mai più vedere poveri animali uccisi per quello che viene dai cacciatori chiamato sport, ma che di certo non può essere tale visto che lo sport è sana competizione e nella caccia di sano non c’è nulla se non il traviato piacere di porre fine alla vita di un essere vivente e sentirsene pure compiaciuto - ha commentato il presidente nazionale dell’Oipa, Massimo Comparotto - in Sicilia, come in altre regioni, il calendario venatorio è stato deciso facendo solo gli interessi dei cacciatori, non considerando coloro che, d’altra parte, non possono protestare da soli: gli animali, né tantomeno possono votare o sborsare quattrini per i tesserini. ? ora che si impari a rispettare di più tutti gli esseri viventi. ? per questo che l’Oipa esulta e confida nell’attività delle forze dell’ordine, perché è in loro potere e dovere fare rispettare il divieto di caccia».

«E’ vergognoso e tanto doloroso - ha detto la delegata provinciale Oipa, Valentina Raffa - assistere nella nostra provincia a scene assurde di genitori cacciatori che portano con sé i propri figli, educandoli ad una cultura della sopraffazione del più debole e dell’esultanza dell’uccisione di un essere vivente. Le foto scattate ai corpicini esanimi di povere creature, stesi a terra come trofei di guerra con accanto i bambini esultanti o i loro papà, sono la testimonianza della violenza che vige nella nostra società: a scuola come in famiglia, tra compagni come nello sport. Bisognerebbe, credo, riflettere maggiormente sul valore della vita, in primis quella dei propri figli, che dovrebbero essere educati a divenire persone migliori. ?La vita è bellezza, ammirala? La vita è preziosa, abbine cura? La vita è una ricchezza, conservala? La vita è la vita, difendila’ (Madre Teresa di Calcutta)».