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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 958
RAGUSA - 22/07/2016
Attualità - La situazione isolana non è delle migliori

Report Goletta verde sul mare

La Sicilia peggiorata rispetto agli ultimi due anni Foto Corrierediragusa.it

Le condizioni di salubrità del mare nei pressi della foce del torrente Modica-Scicli, in contrada Arizza, migliorano, ma in Sicilia i dati generali peggiorano. L’annuale rapporto sulla qualità delle acque redatto da Goletta Verde non porta buone notizie. Fatta eccezione per Arizza, dove negli ultimi anni spiccava un bollino rosso mentre quest’anno il colore è verde ad indicare che i valori sono «nei limiti», il rapporto trova la Sicilia peggiorata rispetto agli ultimi due anni: nel 2015 erano state 15 le spiagge da evitare, nel 2014 una in meno. Quest´anno a presentare cariche batteriche elevate sono 17, in alcuni casi «anche più del doppio dei limiti imposti dalla normativa», dicono i tecnici di Legambiente. I prelievi e le analisi sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente tra il 4 e l’8 luglio scorsi. Per la presenza di rifiuti plastici e da mancata depurazione che, sottolinea il report, «sono buttati nel water e non venendo bloccati dagli impianti di depurazione malfunzionanti finiscono in mare e sulle spiagge, come assorbenti, blister e cotton fioc, la spiaggia di Olivella nel comune palermitano di S. Flavia è maglia nera a livello nazionale. I volontari di Legambiente hanno trovato, nello scorso mese di maggio, mille 252 rifiuti in cento metri di spiaggia.

Sono risultati fortemente inquinati le foci del torrente in località Cantone in territorio di Messina, e quella del fiume Alcantara a San Marco, al confine tra Calatabiano e Giardini Naxos; lo sbocco dello scarico fognario all’inizio del lungomare Galatea ad Aci Castello; la foce del canale Grimaldi, al Porto Grande-zona Pantarelli di Siracusa; e ancora cinque siti nel Palermitano: alla spiaggia tra Capitaneria e vecchio oleificio al porto di Termini Imerese; al piano Stenditore lungomare in località Ponticello a Santa Flavia; alla spiaggia tra la chiesa e l’ospedale Buccheri La Ferla in località Bandita di Palermo; alla foce Nocella, in contrada San Cataldo, tra Terrasini e Trappeto; allo scarico fognatura di Terrasini, nei pressi della diga foranea del porto; allo sbocco dello scarico di fronte corso Mattarella a Villa Grazia di Carini; allo sbocco del depuratore presso la foce del torrente Chiachea, sempre a Carini e alla foce del torrente Pinto a Trappeto.

Due campionamenti fortemente inquinati anche in territorio di Trapani, rispetto ai quattro monitorati: alla foce del canale nei pressi dello scarico del depuratore nella frazione di Marinella di Selinunte a Castelvetrano e alla foce del fiume Delia a Mazara del Vallo (Lungomare di Levante, foce Arena). A Gela bandiera rossa alla foce del fiume Gattano, in località Macchitella. Infine, in provincia di Agrigento, fortemente inquinati la spiaggia a valle del depuratore a Licata e la foce del torrente Canzalamone in località Stazzone di Sciacca.

«Vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge -spiega la portavoce di Goletta Verde Maria Teresa Imparato - Queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare». Il fatto che si tratti di luoghi critici non implica che non siano frequentati dai bagnanti. Anzi, Legambiente sottolinea che «rispetto ai 17 punti che abbiamo giudicato fortemente inquinati in ben dieci casi ci troviamo in prossimità di luoghi che registrano un’affluenza media di bagnanti e in alcuni casi addirittura alta, nonostante in alcuni casi ci siano anche i cartelli di divieto di balneazione».