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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 872
RAGUSA - 17/07/2016
Attualità - E’ già polemica

La movida notturna divide il litorale ibleo

A Marina di Ragusa i commercianti e i titolari di locali sono già in rivolta Foto Corrierediragusa.it

La «movida» iblea divide. Il buon intento del prefetto Maria Carmela Librizzi che aveva emanato una precisa ordinanza su orari e limiti per le emissioni sonore notturne è già naufragato perché i comuni, come tra l’altro hanno fatto negli scorsi anni, sono andati ognuno per conto loro. Succede così che Marina sia la località più ortodossa mentre Pozzallo, Modica, S. Croce, Scicli e Vittoria siano più «permissive». Era proprio il pericolo segnalato dal prefetto che aveva chiesto ai primi cittadini di uniformare le ordinanze per non favorire le «transumanza» dei giovani nel cuore della notte da una località all’altra con tutti i pericoli connessi. Attorno al tavolo del prefetto tuti d’accordo, appena tornati nelle rispettive sedi è cominciata la corsa alle deroghe con il risultato di mettere in cattiva luce il buon Federico Piccitto che è stato il più ligio e rispettoso nell’emanare l’ordinanza che per le località ragusane, Marina innanzitutto, non ha previsto deroghe di sorta. Stop alla musica all’una nel corso della settimana, il venerdì alle 2 e il sabato alle 3. A Marina i commercianti e i titolari di locali sono già in rivolta e dicono di contare i danni perché il calo degli introiti già nella prima settimana di applicazione dell’ordinanza si attesta sul 40 per cento. E’già pronto un ricorso nei confronti del comune perchè si contesta che se i locali rispettano il limite dei decibel possono benissimo tenere aperto anche oltre l’orario fissato.

A dar loro man forte il presidente del sindacato balneari, Antonio Firullo, che ha scritto direttamente al prefetto. Firullo si appella alla normativa nazionale e contesta che un sindaco possa modificare in sede locale quella che è una legge a carattere nazionale in tema di emissioni sonore e aperture. Il sindaco ha ricevuto da parte sua una delegazione di commercianti e ascoltato le loro rimostranze ma non demorde, l’ordinanza c’è e resta ed all’una si chiude. «Marina è un mortorio» dicono i giovani e a loro fanno da eco i commercianti: «Così di certo non si favorisce il turismo. Da qui la sera si scappa E’ questo quello che vogliamo?». Nelle altre località le ordinanze sono più flessibili perché a Scoglitti c’è musica fino all’1,30 così come a Marina di Modica, Pozzallo, lo sciclitano e S. Croce. Sulla carta è solo una differenza di mezzora e non sarebbe tantissimo ma i sindaci delle varie località costiere dove insistono locali e ritrovi consentono le deroghe, cosa che nel capoluogo non esiste.

In caso di eventi particolari, di appuntamenti speciali, concerti e intrattenimenti vari la deroga consente di sforare e qui scatta l’inghippo perché i titolari dei locali trovano in un modo o nell’altro di organizzare eventi che consentono di andare oltre l’orario consentito. La solidarietà tra i sindaci e l’uniformità, così come avvenuto nel campo della raccolta dei rifiuti, è tutta da inventare perché con buona pace del prefetto, ogni sindaco sente il richiamo delle «sirene» locali. Altro punto dolente sono i controlli perché se a Marina tra vigili urbani e forze dell’ordine presenti i controlli sono attivi e puntuali ben altra è la realtà nelle altre località perché già questi primi giorni dimostrano che i controlli latitano e i tecnici dell’Arpa che devono misurare i decibel non si sono visti. Così la musica invade frazioni e contrade, pur nel rispetto degli orari, con livelli inaccettabili per i residenti.