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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 556
RAGUSA - 07/07/2016
Attualità - E il peggio pare debba ancora arrivare

Emergenza rifiuti in Sicilia e negli Iblei

Si assiste pure ad ingorghi di autocompattatori colmi di pattume Foto Corrierediragusa.it

In Sicilia scoppia l’emergenza rifiuti. Una situazione molto complicata anche per via del gran caldo che rende nauseabondi camion, trespoli e contenitori ripieni di immondizia. Se non ci sono problemi nel capoluogo e nei comuni montati perché scaricano a Cava dei Modicani, la cui agibilità è stata prolungata fino a dicembre, problemi esistono per gli altri comuni da Modica a Scicli, da Ispica a Pozzallo che conferiscono nella discarica di Motta S. Anastasia. La chiusura parziale di Siculiana e di Trapani obbliga i comuni della Sicilia occidentale a conferire nella discarica catanese dove già da giorni la situazione è al limite perché l’operatività è limitata. I problemi sono causati dal progressivo blocco dei conferimenti annunciato dal gestore della discarica a seguito dell´ordinanza del presidente della Regione che stanno consente il trasferimento di grandissime quantità di rifiuti dalle altre province negli impianti di Catania, mettendo in crisi la loro capacità operativa, senza inoltre tenere conto di una priorità nei conferimenti per le province dove sorgono gli impianti stessi. In pratica gran parte dei comuni della Sicilia occidentale conferisce sia a a Motta sia a Lentini . Lunghissime file di autocompattatori stazionano davanti agli impianti con l´incertezza di poter scaricare causando anche l´emanazione di cattivi odori aggravati, tra l´altro, dal peggiorare delle condizioni dell´impianto di biostabilizzazione nell’impianto lentinese a causa dell´eccessivo aumento dei rifiuti umidi.


E’ scena quotidiana vedere gli autocompattatori sulla Palermo Catania, sulla Agrigento—Caltanissetta, sulla Ragusana diretti verso le due discariche catanesi e l’ingorgo è subito servito. Lo hanno sperimentato già la scorsa notte i camion della ditta Puccia nella discarica di Motta S. Anastasia che sono stati costretti ad una fila di ore per conferire i rifiuti ma solo uno dei quattro che giornalmente si dirige verso Motta ha avuto ingresso in discarica. Gli altri tre sono stati costretti a fare dietro front con tutta la massa di immondizia «in pancia». I comuni possono conferire solo il 25 per cento dei rifiuti mentre il restante 75 per cento resta nei contenitori con tutte le conseguenze del caso.

A Scicli si sono levate proteste al quartiere Jungi perché i camion sostano per strada e emanavano odori malsani. Tuto resta affidato all’incontro che l’assessore regionale all’Ambiente, Vania Contrafatto, avrà a Roma al Ministero per ottenere l’autorizzazione ad ulteriori smaltimenti mentre il presidente Rosario Crocetta è sempre dell’idea di portare i rifiuti all’estero. Non sarà la Regione ad organizzare il trasporto ma le stesse discariche che smaltiranno così l’eccedenza, si calcola 250 mila tonnellate entro l’anno. La Regione dice ai titolari delle discariche che saranno autorizzate ma non ci dovrà essere alcun aggravio per i cittadini. Equazione difficile da risolvere perché non si capisce chi dovrebbe pagare il costo di una nave che va in Bulgaria o in Spagna. Insomma poche idee, tutte poco chiare, e molta confusione.