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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 985
RAGUSA - 18/06/2016
Attualità - Intervista esclusiva ai fratelli Enzo e Ciccio

Ragusa: chiude la Pasticceria Dipasquale dopo 66 anni

Lo storico locale chiuderà definitivamente i battenti a fine mese
Foto CorrierediRagusa.it

«In questo sacrario si fa l’esperienza dell’Eden» ha scritto Moni Ovadia qualche giorno fa sul libro degli ospiti della pasticceria più famosa di Ragusa e del resto del territorio ibleo. La prossima volta che il regista-attore sarà a Ragusa non troverà più la Pasticceria Dipasquale aperta, perché dal primo luglio lo storico locale cesserà l´attività e chiuderà per sempre. La decisione è stata presa dai fratelli Enzo e Ciccio Dipasquale (nella foto insieme all´interno della storica pasticceria) che negli ultimi decenni hanno retto le sorti del locale, ma che oggi hanno deciso giocoforza di "gettare la spugna". Sono stati 66 anni ininterrotti di storia iniziata con il padre Giovanni, morto nel 1976, poi proseguito con la madre Giovanna che fino a tre anni fa era seduta alla cassa ed accoglieva i clienti.

«Quello della chiusura è stato un passo inevitabile - dicono all’unisono oggi i due fratelli - perché non ce la facciamo più e la chiusura arriva dopo tre anni di grandi difficoltà. Per assicurare la qualità per la quale siamo stati noti ed apprezzati in questi decenni abbiamo investito tanto ma non abbiamo avuto ritorni significativi. Anche il costo del personale ha inciso in modo pesante ed allora io e mio fratello ci siamo guardati negli occhi e abbiamo concluso che non potevamo continuare ad andare sotto, dal punto di vista economico. Chiudiamo con grande rammarico, non senza dire che la città ci ha tradito. In questi anni la clientela è stata in maggior parte non locale e soprattutto straniera, oltre che di tante altre parti d’Italia, ma di ragusani ne abbiamo visti pochi, molto pochi».

La crisi economica, la proliferazione di nuovi locali, le mutate abitudini, ma anche prodotti che sul mercato si trovano a prezzi inferiori, ma di qualità discutibile, ha inciso sull’andamento non soddisfacente della pasticceria.

Ciccio Dipasquale è più drastico: «Siamo nauseati e disgustati da quanto vediamo attorno. Anche i nostri storici clienti ci hanno voltato le spalle optando per un’offerta più economica. Il ragusano non ci ha più apprezzato e a noi non è restato altro che prenderne atto».

Il bar, che è stato meta obbligata e frequente di intellettuali come Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino, che ne apprezzavano la torta Savoia in particolare, quello stesso locale che è stato punto di riferimento di prefetti e questori, dell’alta burocrazia della città, oltre che delle istituzioni, chiude i battenti. E’ la diretta conseguenza della parabola discendente cominciata cinque anni fa con la chiusura della sala trattenimenti "Villa Dipasquale" di viale Europa, dopo che il passaggio di gestione non aveva funzionato. Due trattative per la pasticceria sono andate già male e, alla luce di ciò, resta la chiusura l´unica opzione praticabile. Una chiusura a testa alta, comunque, visto che ogni anno la pasticceria è stata inserita in guide gourmet esclusive e prestigiose e tra i caffè storici d’Italia. Resta dunque poco tempo per gustarsi la famosa torta Savoia dei fratelli Dipasquale, o magari, solo per assaporare un ultimo caffè.