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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:15 - Lettori online 1036
RAGUSA - 14/06/2016
Attualità - Le conseguenze dell’emergenza randagismo su tutto il territorio

Il cane dove lo metto: rifugio strapieno

Sulla problematica interviene Aida Foto Corrierediragusa.it

Il rifugio sanitario è strapieno. Ospita 120 cani anche se la capienza è fissata a 60. L’emergenza randagismo su tutto il territorio, come emerso, tra l’altro, dal grave fatto di cronaca che ha visto un bambino azzannato da un cane, è fatta anche di strutture che mancano e di risorse che non ci sono. Non bastano i volontari e la disponibilità dei residenti che nella zona di Puntarazzi, ad esempio, hanno adottato i cani della zona, o di contrada Tabuna dove i volontari si prodigano per assistere gli animali che vagano. Sul territorio ci sono centinaia e centinaia di cani incustoditi e il loro numero è destinato ad aumentare soprattutto con l’arrivo della bella stagione perché le famiglie vogliono liberarsi di cuccioli. Non è un caso che davanti al rifugio sanitario vengano lasciate vere e proprie cucciolate. Per l’Aida (associazione difesa animali e ambiente) "Bisogna subito avviare una campagna di sterilizzazione e realizzare altre quattro gabbie dove accogliere incustoditi e randagi. Ci vuole un piano incisivo e risorse anche se l’Aida ha trovato buono ascolto presso l’amministrazione comunale. Funziona poco anche il sistema di adozione fuori regione.

Perché ogni trasferimento costa 150 euro e servirebbero i fondi. Gli animali incustoditi sono dunque un problema soprattutto se si raggruppano in branco e sono anche inconsapevolmente sollecitati perché senza il loro padrone e senza cibo e acqua, diventano pericolosi e aggressivi. Né basta ricordare che l’abbandono di un animale è un reato punito dalla legge. L´ articolo 727 del codice penale prevede l´ arresto e una pesante ammenda. Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l´ arresto fino ad un anno o con l´ ammenda da mille a diecimila euro. Gli appelli - conclude Aida - restano inascoltati e il numero dei randagi cresce".