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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1456
RAGUSA - 12/06/2016
Attualità - I peggiori Acate, Chiaramonte e Vittoria

Anno zero emergenza rifiuti e differenziata

Si dovrà provvedere a breve con termovalorizzatori e discariche attrezzate Foto Corrierediragusa.it

Un’ordinanza in extremis sperando che non sia troppo tardi. E soprattutto che risolva una volta per tutte l’emergenza rifiuti. Il presidente della Regione da parte sua è tallonato da Roma e non ha potuto far altro che emanare un’ordinanza che mette soprattutto i comuni difronte alle loro responsabilità. Ai sindaci tocca aumentare la raccolta differenziata, alla Regione provvedere con termovalorizzatori e discariche attrezzate. Per la differenziata è un disastro o quasi e le grandi città fanno peggio. A Palermo si è fermi all’8,3 per cento, Catania al 9,3, Siracusa è la peggiore con il 4,7; meglio Trapani con il 21,2 seguita da Ragusa con il 17,2 che sono i capoluoghi con i risultati migliori. In Sicilia ci sono ben 522 comuni che sono fermi all´1% di raccolta differenziata. Il più virtuoso tra i 390 è Licodia Eubea (Ct) con il 69,6%, mentre dieci comuni sono a quota zero, tutti nel Messinese. Tra i comuni iblei, come si legge nella dettagliata ordinanza della Regione, Comiso con il 35 per cento e Ispica con il 28 per cento sono i più virtuosi. I peggiori in assoluto Acate con lo 0,4 e Chiaramonte con 0,6 e Vittoria, tra i grandi centri, che raccoglie appena l’uno per cento. Modica è all’’11 per cento. Per tutti i comuni scatta subito l’obbligo di aumentare di almeno il 3 per cento il volume della differenziata visto che la quantità che viene tagliata la quantità di rifiuti che potrà essere conferita in discarica proprio perché la Regione non può permettersi di intasare più di quanto lo siano gli impianti. Sindaci e consigli comunali devono correre subito ai ripari con apposite ordinanze. Per i cittadini l’emergenza rifiuti prospetta almeno due dirette conseguenze. Un aumento dei tributi perché conferire in discarica e finanziare l’invio di circa 700 mila tonnellate di rifiuti all’estero costerà e un cambiamento di approccio e mentalità con il conferimento dei rifiuti soprattutto per chi risiede in comuni dove la differenziata è ai primi passi.

Intanto, sul fronte dell´emergenza rifiuti, per l’assessore all’Energia, Vania Contrafatto, la già citata ordinanza «permette un processo di normalizzazione di un sistema che per troppo tempo è stato ostaggio di emergenze e interessi che niente avevano a che fare con il bene dei siciliani. Gli impegni che il governo regionale ha preso con quello nazionale ci consentiranno di continuare il lavoro di completamento dell’impiantistica, grazie anche ai fondi previsti nel Patto per il Sud, di aumentare sensibilmente la raccolta differenziata e di garantire un sistema funzionante, economico ed efficiente». L’ordinanza resterà in vigore fino al 30 novembre e detta una serie di condizioni che il governo regionale siciliano, i comuni, le imprese dovranno rispettare su vari fronti: l’aumento della raccolta differenziata, l’incasso reale della Tari da parte dei Comuni con recupero dell’evasione e contestuale versamento alla Regione in un capitolo creato appositamente, l’aggiornamento del piano regionale dei rifiuti con la previsione della costruzione di termovalorizzatori che possano smaltire almeno 700mila tonnellate di rifiuti l’anno, la possibilità di portare rifiuti in altre regioni, la riforma degli Ato.