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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 1161
RAGUSA - 27/05/2016
Attualità - Accordo in extremis per evitare situazioni ingestibili

Altri 6 mesi di tempo per gestire la discarica

Ma bisognerà trovare una soluzione radicale entro il 2017 Foto Corrierediragusa.it

La discarica ragusana di Cava dei Modicani non chiude, almeno per il momento, grazie all´accordo in extremis secondo cui i rifiuti potranno essere conferiti nelle discariche siciliane per altri 6 mesi. In origine invece si era stabilito che le discariche dovessero chiudere ad inizio giugno. Ci saranno invece altri 6 mesi di tempo, praticamente fino alla fine dell´anno, per trovare una soluzione radicale, grazie alla proroga concessa dal governo nazionale al presidente Rosario Crocetta in virtù dell’emergenza che sarebbe potuta scattare da mercoledì prossimo. Si potrà dunque continuare a scaricare a Cava dei Modicani a Ragusa, nella discarica Oikos di Motta S. Anastasia, a Lentini e Gela L’accordo raggiunto, tuttavia, è restrittivo per la Sicilia visto che ci sono alcune clausole che il governo Crocetta dovrà rispettare per uscire in modo strutturale dall’emergenza che puntualmente ogni sei mesi si ripropone. Roma non ha tuttavia concesso alcun potere speciale al presidente della Regione ma solo la possibilità di inviare rifiuti in altre regioni e, bandendo una gara europea, anche all’estero. Trasportare i rifiuti fuori dall’isola naturalmente comporterà oneri pesanti che dovranno essere coperti visto che su base annua la Sicilia dovrà inviare oltre lo Stretto almeno 800 mila tonnellate sui 6 milioni di tonnellate di spazzatura prodotti.

Palazzo d´Orleans si è impegnato a completare gli impianti in fase di realizzazione, ad incrementare la differenziata di almeno il 3 per cento nei prossimi dodici mesi e ad avviare la realizzazione di due termovalorizzatori per incenerire 700 mila tonnellate di rifiuti come previsto dal decreto Renzi dello scorso anno. Questi i punti salienti dell’accordo che in attesa di inceneritori e miglioramento della raccolta differenziata comporterà tributi locali più alti per lo smaltimento della spazzatura.Il presidente Crocetta si è detto moderatamente soddisfatto dell’accordo: «Abbiamo ottenuto un margine di tempo sufficiente e portare avanti la riforma del sistema di gestione e la realizzazione degli impianti senza andare momentaneamente in crisi». Per quanto riguarda l’aumento della raccolta differenziata, oggi ferma in Sicilia al 10 per cento, Crocetta ha annunciato il commissariamento di quei comuni che non riusciranno ad ottenere percentuali elevate.