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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 351
RAGUSA - 12/05/2016
Attualità - La relazione annuale sullo stato di salute nell’ambito dell’Asp 7

Negli Iblei malattie cardiovascolari in aumento

I tumori al secondo posto per causa di morte. A Chiaramonte il più alto numero di nascite Foto Corrierediragusa.it

Tumori e malattie cardiovascolari cause di morte nei 12 comuni iblei. I dati della relazione 2015 riguardo allo stato di salute del territorio ragusano dicono anche che le malattie cardiovascolari hanno causato il 6 per cento di mortalità in più rispetto all’anno precedente. Si tratta in particolare di malattie dell’apparato respiratorio che incidono più nelle donne, il 48,3 per cento che negli uomini, il 38,3. I dati sono stati illustrati dal direttore generale dell’Asp 7, Maurizio Aricò, Francesco Blangiardi, direttore del Dipartimento di Prevenzione (foto da dx), da Riccardo Gafà, responsabile del servizio Biostatistica medica e Giuseppe Ferrera del Servizio Epidemiologia. I dati riferiti al 2015 presentano una popolazione residente nell’ambito dell’Asp 7 di 320.159 mila abitanti di cui 158.073 maschi e 162.086 donne. Nel 2015 sono nati più maschi, 1.428, che femmine, 1.373, per un totale di 2.801.

Negli ospedali iblei, tuttavia, sono nati in tutto 3.466 bambini, un numero superiore a quelli nati da genitori residenti, il che fa pensare che i cittadini residenti in province limitrofe scelgono gli ospedali ragusani per far nascere i propri figli. Il comune dove si registra la maggiore percentuale di nascite è quello di Chiaramonte con un rispettale 10,93 per cento. Sono morte, invece, 3.214 persone con un numero più alto di donne, 1.653 che di uomini, 1.561 con un’incidenza rispetto alla popolazione dello 10,04, tasso a due cifre registrato per la prima volta, ma comunque inferiore seppur di poco al dato nazionale, 10,76 per cento. Il saldo negativo, dunque rispetto alle nascite è di -1,29. La vita media della popolazione è di 77,87 anni ma le donne rispetto agli uomini vivono di più, 81,61 anni. Anche tra gli ultracentenari iblei ben 45 sono le donne e appena 15 gli uomini. Valore aumentato di ben 10 unità, 50 contro 60, rispetto all’anno precedente.